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Il Programma operativo regionale (Por) come la tela di Penelope

Il Programma operativo regionale (Por), come la tela di Penelope: fatto, disfatto, rifatto. E in questo fare e disfare ci va di mezzo lo sviluppo territoriale e la crescita socio/economica del Molise che dal Fondo europeo per  sviluppo regionale (Fesr) e dal Fondo sociale europeo  (Fse) vorrebbe trarre i giusti e dovuti vantaggi. Come li vorrebbe trarre anche dal Fondo di coesione, dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e dal Fondo europeo per gli affari marittimi. Sempre che coloro che ne hanno la disponibilità (e la responsabilità)  avessero la competenza necessaria, la capacità di programmare e quella, soprattutto, di gestire il bene collettivo. Si dà il caso che la Regione Molise disponga di oltre 700 milioni di euro, che abbia programmato il loro utilizzo, ma non abbia la capacità di gestirlo, per cui un giorno sì e l’altro pure  si viene a trovare nella necessità di modificare il Por, di aggiungere o togliere risorse finanziarie da un capitolo all’altro, di  mettervi mano, e non sempre con la dovuta accortezza, tanto da dover continuamente tornare a correggere, integrare, modificare. Da qui la similitudine con la tela di Penelope, la fedele moglie di Ulisse che in attesa del suo ritorno, per tenere a bada i giovani Proci che l’avrebbero voluta, avendo promesso di prenderli in considerazione solo quando avrebbe finito di tessere la tela, per allontanare il giorno della resa, di notte disfaceva ciò che aveva tessuto di giorno. Ai giorni nostri, al posto della tela, il Por dei fondi europei Fesr e Fse 2014-2020. Sul quale la giunta regionale, come stiamo dicendo, si va esercitando a modificarlo a seconda  di come evolvono le situazioni a cui tiene in particolare. Senza accorgersi che così facendo evita di dare al Por la necessaria agibilità e al Molise l’occasione di  farne tesoro. Ultimi aggiustamenti e integrazioni il 25 febbraio 2018 con la riprogrammazione del Por Fesr Fse 2014-2020 consistita nel decremento di complessivi 4 milioni dell’Asse 1, il cui budget totale è diminuito, a favore dell’Asse 3, da 23.298.218 euro a 19.298.218. La decurtazione è stata distribuita tra le seguenti altre Azioni nella misura, rispettivamente, del 70% e del 30%: “Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie S3”, la cui dotazione finanziaria riprogrammata è pari a 4.613.070 euro, a fronte di una dotazione originaria pari a 7.413.070 euro; “Sostegno alla creazione e al consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin-off della ricerca”, la cui dotazione finanziaria riprogrammata è pari a 7.272.080 euro, a fronte di una dotazione originaria pari a 8.472.080 euro. Inoltre la dotazione finanziaria, di “ Azioni di sistema per il Sostegno alla partecipazione degli Attori dei territori a piattaforme di concertazione e reti nazionali di specializzazione tecnologica” è stata incrementata di 500.000 euro passando da 1.582.156 euro a 2.082.156, “affinché il soggetto titolare dell’Azione, ossia l’Agenzia regionale Sviluppo Italia Molise (un carrozzone particolarmente caro al presidente Frattura e alla giunta), possa proseguire fino al 31 marzo 2019  le azioni di stimolo e la diffusione di una cultura imprenditoriale della partecipazione al mondo della ricerca e dell’innovazione, già realizzate (con quale esito? – ndr) nell’ambito della convenzione in essere, riservando la dovuta attenzione al territorio rientrante nella perimetrazione dell’Area di crisi complessa Venafro-Campochiaro-Bojano”. Altra manipolazione è quella che ha diminuito la dotazione finanziaria dell’Azione “Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie S3 di 500.000 euro che pertanto passa da 4.613.070 euro a 4.113.070, “anche in esito all’analisi delle esigenze di innovazione manifestate dalle imprese e dai centri di ricerca nell’ambito delle attività fin qui condotte a valere sull’Azione per il Sostegno alla partecipazione degli Attori dei territori a piattaforme di concertazione e reti nazionali di specializzazione tecnologica. Questa parziale dimostrazione della realtà regionale fatta di Azioni (una più arzigogolata dell’altra),  di  fondi europei, di obiettivi indicati e mai resi tangibilmente verificabili (e verificati), ha lo scopo di fornire ai lettori una occasione per rendersi conto della maniera con cui vengono programmate le risorse finanziarie, a quali scopi, con quali obiettivi e attraverso quali soggetti. In questo caso, Sviluppo Italia Molise che, ripetiamo permane nel quadro istituzionale molisano senza che sia mai venuta alla luce a mostrare ciò di cui è capace e i vantaggi che ha procurato all’economia molisana.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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