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Parco letterario Jovine, perso il treno

di Giuseppe Saluppo

4 Carrozze Corbellini e una carrozza bagagliaio con gruppo elettrogeno avrebbero dovuto trasportare i turisti in Molise tra le pagine dei libri di Francesco Jovine per avvolgerli nel territorio. Facevano parte del bagaglio culturale-turistico-imprenditoriale del  Parco letterario “Francesco Jovine”. E’ stato vivo per qualche anno, poi si è piegato su se stesso. Nel 2004 la Provincia di Campobasso acquistò i mezzi ferroviari che nel 2009, dopo essere stati conservati nel deposito della stazione, sono stati portati a Pistoia per adornare il locale Museo ferroviario.  Certamente perché tramontò l’era dei finanziamenti e la voglia di ideare. Ridotto a qualche conferenza, e a qualche illustrazione dei paesaggi dell’anima. Forse, perché, il turismo culturale è un fiore che vive con grandi difficoltà e muore al primo gelo. Sta di fatto che il Parco Jovine, dopo avere languito miserevolmente, è morto. E, domenica prossima, mentre in tutta Italia ci sarà la festa dei Parchi letterari, con una serie di manifestazioni, nel nostro territorio potremmo festeggiare il Parco della Memoria.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Annamaria Palmieri

    In Molise abbiamo la capacità di far morire tutto, di non dare durevolezza a nulla, e questo perché? Perché non si ama la propria terra! C’è solo da vergognarsi.

  2. Alberto Mastrocola

    A dire il vero, il Molise ha perso il treno del buon senso, del rimboccarsi le maniche per far crescere la propria terra, dell’essere solidali fra corregionali per raggiungere obiettivi comuni.

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