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“Non si fa politica sulla pelle dei lavoratori”

L’anarchia amministrativa è l’ultimo punto critico della giunta regionale e della presidenza di Paolo di Laura Frattura. Il merito di averlo individuato e messo nero su bianco va alla Sinistra Italiana Molise che nel consigliere regionale (ex Pd) Michele Petraroia ha la sua espressione istituzionale. Le analisi politiche e critiche che vengono svolte su basi concrete, con riferimenti specifici a problemi irrisolti e ad atti amministrativi finiti nel nulla, sono gli elementi che più di ogni altro elemento critico proveniente dalla finta opposizione di centrodestra al consiglio regionale dimostrano lo stato di precarietà in cui si sono venuti a trovare migliaia di lavoratori che non hanno più lavoro, miglia di giovani che il lavoro lo cercano invano, le industrie  a partecipazione pubblica costrette a chiudere i battenti, il trasporto su strada e su rotaia che ansima, la sanità pubblica in disfacimento, l’economia generale della regione che arranca faticosamente. Dinanzi a questo insieme di situazioni, fatti e circostanze la presidenza della giunta regionale ha preferito far finta di niente gettandosi a corpo morto sulla demagogia, raccontando un Molise immaginario, complice compiacente, lo schieramento di centrodestra che fintamente è detto opposizione. Del tutto dimostrata, invece, è l’opposizione fattuale di Sinistra Italiana. Come quella che ci apprestiamo a riassumere dal comunicato a firma della segreteria provinciale incentrato soprattutto su una delle tante omissioni, forse la più grave: la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari utilizzati nella sanità, negli enti sub-regionali, nella protezione civile e nella stessa Regione, “calpestati senza colpo ferire, come se fosse normale ignorare la legge Madia sulla stabilizzazione, i contratti collettivi e le norme elementari sulle relazioni sindacali”.   Per Sinistra Italiana Molise “il lavoro è dignità, non è concessione; è diritto; è opportunità per non emigrare; è prospettiva di vita ed è futuro giovane per il Molise”. Ma per la Regione, che sta ignorando la legge Madia sulla stabilizzazione del precariato, il diritto, la dignità, i rapporti contrattuali e sindacali vanno riassunti e considerati unicamente in chiave probabilistica e in funzione di favore. In difesa dei lavoratori precari, Sinistra Italiana Molise (alias Petraroia), unica forza politica a farlo, ha chiesto alla Regione l’apertura di un confronto complessivo con le parti sociali “teso a restituire trasparenza sulle modalità da seguire per attuare la legge Madia secondo criteri meritocratici, obiettivi ed imparziali”. Quindi ha aperto altri fronti in cui è certificato il comportamento dilatorio (omissivo?) della Regione che avrebbe determinato tra l’altro la mancata tutela ai lavoratori dello zuccherificio di Guglionesi, della filiera del tessile (Ittierre), della mobilità in deroga: i casi più eclatanti e preoccupanti. Dilatorio anche l’atteggiamento della giunta regionale sul passaggio dei dipendenti dei Centri per l’impiego dalle Province alla Regione, colpevolmente non previsto nella finanziaria regionale nonostante le previsioni inserite con chiarezza nella manovra finanziaria dello Stato. L’acme della dilazione, però, della distrazione, della indifferenza, della indeterminatezza  da parte della Regione lo si riscontra  nel tentennamento e nel mancato approfondimento tecnico giuridico della faccenda che riguarda il personale della Atm da mesi nella tenaglia della rescissione del contratto e il mantenimento  del posto di lavoro. La valutazione finale di questo quadro istituzionale e strategico con al centro il governo regionale e le sue conclamate defaillance, il cronista della Nuova Gazzetta Molisana la lascia volentieri alla segreteria provinciale di Sinistra Italiana, che dice: “Le Istituzioni hanno l’obbligo di studiare le questioni e risolvere le vertenze a vantaggio dei cittadini e dei lavoratori. Questa verità elementare non può essere piegata alla propaganda elettorale o alle strumentalità di parte. Per questo diamo pieno sostegno alla lotta dei lavoratori Atm chiedendo alla Regione Molise di rescindere il contratto con quella società, garantendo il mantenimento dei posti di lavoro agli attuali autisti e garantendo la continuità del servizio senza danneggiare gli utenti”. Insomma, non si fa politica sulla pelle dei lavoratori!

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Quando si esamina un argomento -di qualunque natura esso sia- bisogna tirar fuori quella dote che sembra essere perduta nella società attuale: l’obiettività.
    Essere obiettivi significa, nel caso di specie, rilevare come, nel corso degli anni (ben prima di questa legislatura), si siano commessi errori madornali nella gestione della cosa pubblica, in primis creando uffici pubblici non necessari alla regione, in seconda analisi avendo la presunzione di interferire nella gestione di molte aziende manifatturiere, in terzo luogo non creando quella politica di incentivi fiscali e sociali volta ad incoraggiare gli investimenti degli imprenditori, in particolare di coloro che molisani non sono.
    Chi si sta mettendo sullo scranno a lanciare critiche al vetriolo piuttosto che a dispensare facili ricette è proprio chi ha fatto parte del contesto descritto poc’anzi.
    Consiglierei, dunque, sulla scia di Tito Livio, di tenere lontana l’ingiuria dalla propria bocca se non si hanno le carte in regola. Lo storico romano avrebbe detto: “Absit iniuria verbis”.

  2. C’è solo un piccolo neo in tutto ciò, una domanda che assilla più di una mente,ed è ma il signor Petraroia (non conosco i suoi titoli) quando era assessore al lavoro che cosa ha fatto in favore dei lavoratori di cui oggi si erge a difensore? Se non sbaglio rientrava nelle sue competenze….

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