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Il nodo da sciogliere è l’incubatoio della Cittadella dell’Economia

Ci proveranno il presidente della Camera di Commercio del Molise, Paolo Spina, e il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, a trovare il modo di interagire e di collaborare nel tentativo di tenere in vita l’incubatoio all’interno della Cittadella dell’Economia, a Selvapiana. Ci proveranno mercoledì 15 novembre, nel corso dell’incontro previsto alla sede di Piazza della Vittoria 1. Non sarà facile, perché gli antefatti sono tutti sfavorevoli a una intesa. Tra l’altro, ci sono lettere ufficiali da parte della Camera di Commercio che sostengono che l’amministrazione comunale abbia assunto atteggiamenti e comportamenti istituzionali poco coerenti con l’idea di una Cittadella dell’Economia (che ridotta com’è ridotta e con l’economia in crisi sembra una bestemmia) aperta ad un uso interattivo delle sue strutture. La Camera di Commercio, difatti, sta sloggiando dall’incubatoio, costrettavi da impellenti problemi di disponibilità di bilancio derivate dalla riforma camerale e dalla fusione delle Camere di commercio di Campobasso e d’Isernia.  L’amministrazione avrebbe potuto ridurre le pretese del canone (circa 80mila euro l’anno), oppure mettere mano alle riparazioni necessarie a una piena agibilità dell’incubatoio. Le richieste in tal senso non sono mancate, ma da Palazzo san Giorgio mai una risposta. Cosa, questa, che ha indisposto il presidente Spina fino ad indurlo ad abbandonare Selvapiana, accompagnando la decisione con una denuncia sul degrado della Cittadella dell’Economia, sulla insufficienza nella manutenzione delle strutture, sul buio totale ch’è calato su quella realtà da parte, certo, del Comune (proprietario) ma anche  degli enti che presiedono alla programmazione territoriale. D’accordo sulla inaccettabile e condannabile estraneità al destino della Cittadella da parte del Comune. Ma che dire e pensare sull’altrettanta assurda estraneità alla faccenda della Regione Molise? Quello regionale, forse, è il versante più delicato da prendere in esame, se si torna indietro negli anni fino all’esordio in pompa magna della Cittadella, della attività fieristica avviata dalla Camera di Commercio di Campobasso con “Moliseinfiera”, con  la sequenza di convegni (regionali, nazionali e internazionali) tenuti in quell’ambito sulle prospettive di sviluppo del Molise, con l’intervento dei vertici governativi, di Confindustria e di ambasciate e rappresentanze transfrontaliere. Dove sono quegli uomini? Che fine hanno fatto quei programmi? Dove si sono dispersi gli stanziamenti? Sono questi gli interrogativi da porre e da pretendere che vengano risposti. Qualcuno deve rispondere da dove sia stata generata la realizzazione della Cittadella (miliardi di lire), su quale fondamento programmatico ed economico e gestionale, e perché poi sia stata abbandonata a se stessa. La Regione è oggettivamente sul banco degli imputati. Mancando anche di un briciolo di fantasia, altrimenti, una volta defilatasi dal novero economico di quell’impianto, dovendo pagare milioni di euro per i fitti degli assessorati, avrebbe potuto prendere in considerazione l’adattamento delle strutture di Selvapiana ai propri fini  logistici, col vantaggio del facile accesso e dei grandi spazi per parcheggio. Si amministra coi paracocchi, e col disprezzo delle soluzioni facili, a portata di mano, di quelle che consentirebbero di ridurre le spese di bilancio e di valorizzare il patrimonio edilizio pubblico. Questa parentesi solo formalmente pare abbia poco a che fare con l’incontro di stamattina tra Spiana e Battista limitandosi (l’incontro) al destino degli i spazi relativi all’incubatoio. I due hanno però intelligenza e responsabilità tali da cercare, se vogliono, altri spunti, altre valutazioni e riflessioni sul caso specifico, ma anche sull’intero impianto di Selvapiana, chiamando in causa, naturalmente, un concerto di istituti e di istituzioni che non possono assistere oltre passivamente al degrado di una realtà sulla quale per anni è stato costruito un comune disegno di crescita.  Il Comune ha interesse che l’incubatoio rimanga dov’era; la Camera di Commercio ha interesse a sostenere le start-up e a immaginare un circuito istituzionale che riprenda le redini della produzione e della commercializzazione; la Regione potrebbe avere interesse  a considerare Selvapiana un luogo di accentramento di uffici e servizi; l’università potrebbe aver preso in esame l’offerta di utilizzare parte degli spazi strutturali di Selvapiana per la nascente Fondazione destinata alla ricerca. Insomma, la possibilità d’uscire dalla ragnatela delle abitudini e delle consuetudini consolidate per allargare lo sguardo sul resto che li circonda, potrebbe prendere avvio da Spina e Battista per arrivare a coinvolgere la parte istituzionale dove risiedono maggiori risorse di uomini e di finanza.

 

Dardo

 

 

 

Di Dardo

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