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Migranti, si passi a una visione strategica

Di Giuseppe Saluppo

 

Il Molise è stato solidale ed è solidale. Questo, però, non può giustificare l’arrivo, ancora, di migranti su di un territorio che già ne vede una percentuale massiccia rispetto alla popolazione residente. Oggi, finalmente, si torna a parlare di immigrazione. Spero che si passi ad una visione strategica dell’immigrazione. Mi spiego. Adesso c’è questo grande flusso e c’è chi avverte che c’è un forte allarme sociale e si reagisce in modo temporaneo. Del resto, tutto quello che si fa da noi, lo si fa sulla base di un’onda emotiva del momento. In un Paese serio si sarebbe dovuto fare un censimento dei flussi migratori e delle reali disponibilità per l’accoglienza. Sulla base dei risultati poi decidere se aprire, frenare, respingere, chiudere. Un piccolo Paese come l’Italia non può accogliere tutta l’Africa, gran parte dell’Asia o dell’Est. Figurarsi il Molise sostenere di questi flussi. Quindi è evidente che manchi una programmazione. Questo non vuol dire chiusura ad ogni costo, sempre e comunque, ma selezione, filtraggio, accogliere quei pochi che si è in grado di poter sistemare adeguatamente rispetto a flussi incontrollati, che poi finiscono per costituire un’emergenza quasi impossibile da gestire. Immaginate a San Giuliano di Puglia l’arrivo di 500 immigrati di botto? E non immigrati integrati nel tessuto lavorativo, nel territorio, nella lingua, ma giovani, single, pieni di energie e dunque affamati di tutto, di cibo, di sesso, di soldi, significa spargere mine sul territorio e alterare il rapporto tra cittadini e habitat. Significherebbe soppiantare l’esistente. E, allora, che si inizi a rispettare il senso della misura e del confine, che è la premessa di ogni civiltà e del bene comune.

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. La penso esattamente come lei. Qui invece si parla solo di arrivi, ma i respingimenti di hi non ha diritto e di chi delinque sul nostro territorio dove sono? Mi pareva che ci fosse una legge in merito…

  2. Alberto Mastrocola

    La gestione è stata e continua ad essere allegra, fra gente che si tacita la coscienza parlando di ‘accoglienza’ ma non scendendo mai in trincea, istituzioni che non pensano ai contraccolpi sociali che tali flussi indiscriminati possono portare alle nostre città e alla nostra cultura, diplomazie internazionali che hanno lasciato l’Italia e la Grecia abbandonate a se stesse. Tutto questo non può continuare, ed invito a tacere -per decenza- tutti coloro che si permettono di criticare chi il fenomeno lo vuole razionalizzare.

  3. Teresa Marcantonio

    Si è oltrepassato ogni limite: il limite delle reali capacità di accoglienza dei centri di raggruppamento; il limite dell’ottusità umana, che continua a credere che fra chi sbarca non ci sia il jihadista, il delinquente, lo stupratore; il limite del buon senso, che porta a pensare che le opportunità lavorative non sono infinite, e che va data priorità a chi porta la cittadinanza di quel Paese. Non è modo di gestire le cose. Ai problemi annosi che già caratterizzano le nostre città non possiamo aggiungerne altri, e poi non sta scritto da nessuna parte che uno debba sentirsi ospite in casa propria!!!

  4. Mi sembra davvero illogico continuare ad accogliere sempre nuovi migranti, a non voler fare azioni diplomatiche per porre in QUEI Paesi le basi della loro rinascita. Non c’è razionalità, da qualunque prospettiva si voglia osservare il fenomeno.

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