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“Maltempo e calamità, ma i precari della Protezione civile restano fuori”

L’ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato il Molise con abbondanti nevicate e piogge cadute su gran parte del territorio, i conseguenti disagi che si sono registrati in numerosi centri – in particolar modo nelle aree interne del territorio regionale – ancora una volta hanno messo a nudo le carenze strutturali del Sistema Regionale di Protezione Civile.  In più occasioni la Funzione Pubblica CGIL Molise, che rappresenta una parte consistente degli oltre duecento vincitori del concorso espletato nel 2012 dalla ex Agenzia di Protezione Civile della Regione Molise, ha posto l’accento sui rischi per il territorio e per la pubblica e privata incolumità, causati dal progressivo smantellamento del sistema di Protezione Civile e dal licenziamento in tronco del personale precario, le cui competenze e la elevata professionalità maturate nel corso degli anni non sono state tenute in alcuna considerazione da parte dell’attuale governo regionale. Va ribadito che il licenziamento in tronco di questi lavoratori ha comportato di fatto lo smantellamento della Protezione Civile nel territorio regionale:  ossia oggi la regione Molise in caso di calamità naturali non ha mezzi e personale da inviare sul territorio per far fronte alle emergenze! Ciò è il triste dato degli ultimi accadimenti che certificano l’assenza  degli uomini e dei mezzi della Protezione Civile Molise sia nel territorio regionale che, per solidarietà, nelle regioni limitrofe. E’ bene che i cittadini sappiano che in caso di qualsivoglia calamità naturale gli unici interventi oggi possibili sono rimessi alla buona volontà delle organizzazioni di volontariato e all’operato di amministratori locali. Ma tali interventi comunque mancano inevitabilmente di una regia e di un coordinamento regionale. Cosa ancor più grave è che ad oggi, presso la regione Molise non vi è uno studio preventivo e coordinato diretto alla gestione efficiente del territorio, nonché agli interventi mirati nel caso di calamità naturali.  Nonostante i continui silenzi e il palese immobilismo che si è registrato da parte dei vertici della Regione Molise, la FP CGIL Molise ha continuato in questi mesi a tenere accesi i riflettori sulla delicata vertenza della Protezione Civile, allo scopo di tutelare la dignità  dei lavoratori che della stessa hanno rappresentato un vanto e perché riteniamo che il territorio molisano, per le sue caratteristiche geomorfologiche e per la sua sostanziale fragilità, non possa fare a meno di una efficiente ed efficace macchina di pronto intervento in casi di emergenza o di calamità naturali, più che mai frequenti. In tal senso crediamo che continuare a fare affidamento prevalentemente sull’apporto pur lodevole delle associazioni di volontariato, non basti a mascherare le mancanze e le carenze evidenti della struttura regionale di Protezione Civile. Per questo nei giorni scorsi abbiamo nuovamente sollecitato il Presidente della Giunta Regionale del Molise ad aprire un nuovo tavolo di confronto per dare finalmente soluzione alla vertenza dei precari della Protezione Civile, a partire da coloro che per il tramite di questa Organizzazione hanno promosso ricorso davanti al Giudice del Lavoro per il riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Parliamo di professionisti ai quali non è stato neppure riconosciuto il diritto di svolgere i 36 mesi di impiego frutto di una selezione concorsuale vinta a fine 2012 e che nel corso della loro esperienza lavorativa hanno svolto funzioni di carattere ordinario oltre che di natura straordinaria a seguito degli eventi sismici del 2002. La FP CGIL Molise chiede che in funzione della risoluzione della vertenza dei precari della Protezione Civile, si registri il massimo sforzo da parte di tutte le istituzioni interessate, a partire dai sindaci del territorio, al consiglio regionale fino alla deputazione parlamentare. La nostra Organizzazione è pronta  a portare in sede di concertazione proposte progettuali concrete per dare soluzione definitiva alla vertenza, e con la caparbietà e serietà che ci contraddistingue anche trovare con i vostri uffici, i possibili canali di finanziamento per la realizzazione di tali obbiettivi, come quelli, ad esempio, presenti all’interno del Patto per il Molise – per il reimpiego dei professionisti, consapevole del fatto che oggi più che mai la vera priorità è rappresentata dall’attuazione di un serio programma di investimenti finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza del territorio, che ribadiamo gli eventi ultimi continuano a testimoniarci.

Di Giuseppe Saluppo

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