Home / Politica / L’urlo della disperazione

L’urlo della disperazione

di Giuseppe Saluppo

Il grido di disperazione blocca i lavori del Consiglio regionale. Lavori, per la verità, inutili perché di carne al fuoco c’è ben poco. Per non dire, nulla. La disperazione di chi non ha niente più. Di sogni infranti, di un lavoro mandato al macero, di una prospettica cancellata. Un uomo o una donna che hanno sempre lavorato, privati del loro diritto-dovere di farlo, si sentono delle nullità, perché il lavoro era l’unica cosa che li faceva sentire importanti per sé stessi e per la propria famiglia. Difficile cercare un nuovo lavoro, perchè spesso succede che sono troppo grandi. Si trovano catapultati in quella che è la dura e cruda realtà dei giovani d’oggi, ma che a differenza loro ancora non hanno responsabilità o figli da tirare su. Ma non possono crearsi una famiglia. Costretti ad andare via dalla loro terra. Tavoli tecnici? Ancora? E a tavola cosa si mette, per intanto? Dinanzi a questo quadro? L’assenza di una classe dirigente. E manca la motivazione grande, ideale, culturale, politica, la ragione per cui ciascuno contribuisce alla battaglia, per soluzioni da adottare, senza considerarsi il terminale autoreferenziale. C’è una parola che definisce tutto questo: disperazione. Ed è quella vissuta in Consiglio regionale.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

In Consiglio regionale, rendiconto e assestamento

Un Consiglio regionale alle prese con i rendiconti finanziari del 2017, dell’assestamento di bilancio per …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*