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Le parole di fuoco su Battista si tramuteranno in mozione di sfiducia?

di Giuseppe Saluppo

Il bello, al Comune di Campobasso, viene ora. L’allargamento della Giunta comunale a 9 assessori ha prodotto, giustamente, un forte risentimento politico. Di conseguenza, dinanzi ad una scelta politica tanto scellerata, sarebbe d’uopo presentare un atto politico di chiarezza: la mozione di sfiducia. Solo, così, la città conoscerebbe, alla luce del sole, verità, comportamenti e atti. Sul piano politico ma, anche, su quello amministrativo visto e considerato che gli attacchi da parte di consiglieri della stessa maggioranza sottolineano l’assenza programmatica e il venire meno degli impegni elettorali da parte del sindaco Battista. L’atto politico, dunque, non può che essere la mozione di sfiducia. Altrimenti, battersi il petto, parlare di opposizione propositiva, fare la maddalena pentita o, peggio, continuare a ripetere che si può lavorare in commissione è il peggio della politica. Anche, perchè, pur sbagliando il sindaco Battista ha nominato ieri, un assessore in più, e oggi ne ha aggiunti altri due. Si è assunto una responsabilità. E chi grida ai quattro venti lo scandalo, l’insensatezza della decisione, l’indecenza della scelta, cosa fa? Tra l’altro, avendo dinanzi una città che sta morendo? Già, cosa succederà? Sono questi gli interrogativi dei cittadini di Campobasso che attendono chiarezza e posizioni nette. Nascondersi, giocare a nascondino, rivestire il ruolo di assaltatori e finire, poi, con la pacca sulla spalla o, perchè no, spunta un posticino alla Sea o abbiamo famiglia, non funziona più. Sono state prese decisioni, assunte posizioni, utilizzate le terminologie più pesanti ora non resta che attendere gli atti consequenziali Attendiamo di conoscere la mozione di sfiducia. C’è un peccato (politico) e un peccatore (il Sindaco). Chi ha battuto i pugni sul tavolo deve agire. Perchè davvero non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente.

Di Giuseppe Saluppo

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