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Le Comunità Montane del Molise non conoscono la parola fine

Per i commissari liquidatori delle Comunità Montane del Molise la pacchia continua. La giunta regionale li ha prorogati fino al 31 luglio 2018 sempre che entro quel termine saranno in grado di predisporre la relazione conclusive, aggiornata e dettagliata, riferita alle singole Comunità montane che il consiglio regionale, sono ormai oltre sette anni, ha deliberato di sopprimere, ritenendo che il 70 per cento del territorio molisano classificato “montano” non meritasse una specifica politica e strutture tecniche e amministrative in grado di realizzarla. L’economia dei paesi montani, la loro qualità della vita, i servizi di cui dispongono dovrebbero essere oggetto di una inchiesta seria e approfondita a dimostrazione che la cancellazione delle Comunità ha prodotto un arretramento e l’assenza di una politica montana è una voragine che dovrebbe essere giudiziosamente e tempestivamente colmata. Ma il Molise è una realtà sociale, economica e culturale che non avverte gli eventi della storia: li subisce. E difatti ha supinamente subito l’eliminazione delle Comunità Montane senza pretendere che comunque dalla Regione venissero predisposti un sistema di assistenza e una programmazione che fossero corrispondenti ai bisogni tipici ed unici che riguardano le popolazioni che vivono nei territori montani e così facendo salvaguardano il territorio e ne mantengono integro il profilo storico/ambientale. Eccole una ad una le Comunità che non esistono più, ma che continuano ad avere al proprio interno una buona parte del personale (altra parte è stata comandata alla Regione, e presso gli enti sub-regionali) e accumulano debiti per la gestione e la manutenzione delle sedi che sono tenute aperte (non tutte per fortuna). Eccole, dunque:  Comunità Montana “Matese”; Comunità Montana “Cigno Valle Biferno”; Comunità Montana “Fortore Molisano”; Comunità Montana “Trigno Medio Biferno”; Comunità Montana “Monte Mauro”; Comunità Montana “del Volturno”, Comunità Montana “Centro Pentria”; Comunità Montana “Alto Molise”; Comunità Montana “Sannio”; Comunità Montana “Molise Centrale”. Per toglierle di mezzo, cancellarle definitivamente, se ne stanno occupando da un bel pezzo Antonio Pardo D’Alete, Nicandro Cotugno e Domenico Marinelli. Costoro, entro il 31 luglio 2018 (ma si può giurare che non ce la faranno e pertanto saranno per l’ennesima volta ancora prorogati con un compenso di 2000 euro lordi al mese) nella relazione conclusiva dovrebbero indicare i debiti, i crediti, le cause pendenti, la ricognizione di tutte le risorse umane in organico (in un elenco separato quelle utilizzate presso altri enti), l’elenco delle transazioni concluse e l’elenco delle vendite effettuate o dei tentativi di vendita di ciascuna Comunità. Insomma, fornire alla Regione gli elementi necessari per porre la pietra tombale su un’esperienza politica e amministrativa che nel Molise è sostanzialmente fallita e altrove, invece, attraverso le Comunità montane, continua a generare una gestione particolare e particolareggiata del territorio e delle economie locali. Altrove gli amministratori regionali hanno evidentemente spazi mentali meno angusti dei nostri e per questo in grado di concepire l’utilità dell’istituto della delega. Infatti, altrove, le Comunità montane si occupano della programmazione e della gestione dei patrimoni ambientali, paesaggistici e panoramici della montagna rendendoli reddito e valori turistici e culturali. Dopo anni di indagini, rilievi, consultazioni, analisi economiche e quant’altro spetta fare ad un commissario liquidatore, dovrebbe essere il caso che Antonio Pardo D’Alete, Nicando Cotugno e Domenico Marinelli siano arrivati ad una conclusione. Ma l’esperienza dice che non c’è da fidarsi. La Regione, d’altronde, in attesa di costituire un Ufficio stralcio finalizzato al completamento di tutte le attività liquidatorie necessarie alla estinzione delle Comunità, s’è data tempo fino al 31 dicembre 2018. Sono termini indicativi, non perentori, per cui sono termini elastici come lo sono stati quelli che di anno in anno e di volta in volta sono stati prorogati in favore di questi tre commissari liquidatori e di quelli che li hanno preceduti, e questo accade da oltre sette anni. Disponiamoci pertanto a doverne scrivere e parlare ulteriormente, allungando la scia scandalosa del  sistema commissariale che alla Regione Molise è quello in auge e più gettonato.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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