Home / Politica / I lavori del collegamento pedonale dal Terminal a Via Mazzini prorogati al 31 dicembre 2019.  Campobasso: la città in cui le opere pubbliche hanno inizio e mai fine

I lavori del collegamento pedonale dal Terminal a Via Mazzini prorogati al 31 dicembre 2019.  Campobasso: la città in cui le opere pubbliche hanno inizio e mai fine

Campobasso, la città che sotto gli occhi attoniti dei cittadini che hanno avuto conoscenza della sua storia pregressa fino all’iperbole di “Città Giardino”,  impoverisce, degrada, arretra e s’involgarisce è anche l’emblema del luogo in cui le opere pubbliche hanno inizio e mai fine. Ci fermiamo all’ultimo caso che riguarda appunto un’opera pubblica iniziata nel 1992 e che forse finirà, se tutto andrà bene, nel 2019. Un’opera peraltro vistosa essendo una sorta di serpentone giallo, una filiera di pilastri che parte dal Terminale delle autocorriere, sale verso la ferrovia, e dopo aver bucato e sottopassato i binari, dovrebbe rispuntare su Via Mazzini, all’altezza dell’ex mulino/pastificio Carlone. Stiamo parlando del collegamento pedonale che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale degli Anni Novanta e del progettista, una volta finito, avrebbe consentito ai viaggiatori pendolari in arrivo al Terminal di raggiungere il centro urbano. Sono decenni che questo obiettivo si trascina lungo complicati percorsi tecnici e burocratici, revisioni, varianti, aggiornamenti, finanziamenti, proroghe, correzioni e mai un’autorità di controllo che abbia ritenuto di doversi occupare della faccenda, non fosse altro perché è una faccenda che dietro si trascina dapprima milioni di lire ed ora milioni di euro: denaro pubblico che per essere tale deve essere accompagnato da rigide garanzie sull’efficacia e la tempestività degli investimenti. Che efficacia e quale tempestività può avere mai un’opera progettata nel ’90 che, se tutto andrà bene, si concluderà a fine anno 2019?  Probabilmente, siamo di fronte ad un eccesso di tolleranza, ad una distrazione protocollare da parte delle strutture tecniche e  amministrative della Regione e del Comune di Campobasso e degli organi controllo. Pertanto la storia continua ed è di nuovo la Regione a farsi carico del problema e a dichiarasi disponibile a concedere all’amministrazione comunale di Palazzo san Giorgio l’ennesima proroga necessaria a concludere i lavori. Regione Molise e Comune di Campobasso: un binomio che per un verso si distingue soprattutto per inconcludenza, e per l’altro per la capacità di articolare provvedimenti tecnici e amministrativi che, ad esempio, dal 1997 portano avanti la tangenziale Nord; più o meno dagli stessi anni la conclusione e il collaudo definitivo del Terminale delle autocorriere e, come stiamo scrivendo, il collegamento pedonale. Ma potremmo aggiungere altri progetti in itinere da anni per la sicurezza nelle scuole e delle scuole, altre opere in corso in materia di viabilità interna, e altre opere annunciate e poi persesi per strada: una su tutte, la più clamorosa, la più irridente sotto il profilo della trasparenza: la nuova sede regionale sul terreno di proprietà regionale corrispondente all’area dell’ex campo sportivo “Romagnoli”. Riassumerli e commentarli analiticamente questi lavori con il conforto delle norme, dei regolamenti, delle leggi, non sfuggirebbero ad una classificazione scandalistica. Ma siamo nel Molise dove il clima sociale ovattato, le buone relazioni istituzionali, i compromessi e le reciproche tolleranze hanno formato un solido substrato di reciproci favoritismi. Per cui era mai pensabile che a beneficiarne non fosse l’amministrazione comunale di Campobasso? Che, difatti, avendo ottenuto un finanziamento di un milione e 800 mila euro per il completamento del collegamento pedonale con il Terminale in aggiunta a tutti i precedenti finanziamenti, i lavori li  avrebbe dovuti consegnare il 31 dicembre 2018.  E siccome per come si vanno realizzando non ce l’avrebbe fatta, ha chiesto una proroga di un anno che a stretto rigore di norma non sarebbe stata possibile in quanto supera il prescritto 30%  della durata della convenzione precedentemente fissata in 24 mesi (quella del completamento al 31 dicembre 2018). Sul caso è intervenuto il Primo dipartimento, diretto da Mariolga Mogavero, che ha ritenuto non trattarsi di termini perentori. Motivo sufficiente al direttore del Quarto dipartimento, Massimo Pillarellla, per accordare al Comune di Campobasso la proroga dei termini di concessione fino al 31 dicembre 2019. Alla Regione, si sa, una mano lava l’altra. Un dipartimento aiuta l’altro. E la barca va.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Quando sarà finita questa opera sarà già vecchia . Personalmente la trovo anche brutta,ma non sempre la comodità si coniuga con l’estetica . Perché proprio gialla? Chissà se cambiando colore non si potrebbe inserire meglio nel contesto urbano….

    • Angelo Calvanico

      Che un sottopassaggio sia soggetto ad usura come tutte le opere architettoniche, e’ un dato di fatto, ma lamentarsi di qualunque cosa a priori e’ deleterio. Quando sarà inaugurata, questa opera non sarà ‘vecchia’, ma griderà semplicemente allo scandalo per le tempistiche con cui è stata realizzata. Nel frattempo, faccio notare, le opere di consolidamento sono state fatte, quindi di vecchio ci sarà ben poco: soltanto la mentalità di un capoluogo che rimane ancorato al pressappochismo e al ‘volemose bene’.

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