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L’ALTARE  DEL VESCOVO GIOVANNI ANDREA TRIA RITROVATO PER LA SECONDA VOLTA

di Napoleone Stelluti

Premesso che il  Mons. Giovanni  Andrea Tria originario di Laterza, l’antica Terra d’Otranto  ora provincia di Taranto , fu vescovo di Larino dal 1726 al 1740 e, autore di molti scritti tra cui un volume importante e monumentale per la nostra storia “Memorie Storiche Civili ed Ecclesiastiche della Città e Diocesi di Larino.Metropoli degli Antichi Frentani “ stampato a Roma  nel  1744. Che gli è stata intitolata una strada del Centro Storico Medievale ovvero  la prima traversa a sinistra di Via Leone, il Museo Diocesano  e che inoltre al governo italiano abbiamo anche un Ministro dell’Economia  che si chiama niente di meno  Giovanni Tria.

Anni fa nell’ambito delle mie ricerche, riuscii ad individuare i resti  di un altare in diverse lastre di marmo, nell’area  all’aperto antistante il distributore di benzina ESSO,  di proprietà dell’allora signor Pardo Barbusci senior che aveva sposato la signora Emma Imparato rimasta poi vedova. Scrissi anche un articolo sui giornali intorno agli anni ‘80  ,nel quale indicavo la provenienza dell’altare dalla Basilica Cattedrale di San Pardo,dove sistematicamente negli anni ’30, nel corso di lavori di restauro,ne furono smontati diversi di altari tra i quali quello che ora si vede nella sacrestia con lo stemma del Tria e questo  recuperato da Pardo Barbusci senior  e trasportato nel suo recinto.  Mi ricordo che alla scomparsa del proprietario il laboratorio di marmo venne gestito dalla vedova Emma Imparato, ed io che vi abitavo vicino in Corso Magliano sono rimasto subito attratto dall’interesse per questi reperti ,per cui cominciai  a studiarli  e fotografarli .Si trattava di sette pezzi di lastre di marmo  dello spessore di tre  centimetri circa:uno con lo stemma di Larino ,il cartiglio era sormontato da un elmo,l’ala con la punta verso l’alto era rivolta a destra su una striscia di mare,due erano costituite da volute e quattro con lo stemma del Vescovo Tria .Nel dettaglio il cartiglio con il caratteristico cappello  del vescovo con due cordoni laterali terminanti con uno due e tre fiocchi .Lo stemma qui di forma rettangolare verso il basso con gli spigoli smussati ma in altri casi a scudo sannitico , contenente un cervo saliente a sinistra (o a destra) con a capo una stella a otto punte, il soggetto  è rivolto in due esemplari verso sinistra ed in altri due verso destra ,in basso  cinque montagne .  Il centro lo stemma è attraversato da una banda orizzontale . Per la cronaca lo stesso stemma è rappresentato anche sul portale della facciata della chiesa dell’Assunta di Provvidenti consacrata dallo stesso vescovo nel1734. Nel 1990 la Signora Imparato lascia il laboratorio di Via Sturzo  e lo trasferisce nella zona di Monte Arcano  ivi  compreso i resti dell’altare ad eccezione delle lastre di innumerevoli lastre di marmo che invece sono ancora in deposito in Corso Magliano. In conclusione la vedova Imparato è scomparsa,  il laboratorio è stato rilevato da due dei suoi operai  e i resti dell’altare sono ancora lì che aspettano di essere ricollocati. Nel museo diocesano della Basilica Cattedrale di San Pardo intitolato al vescovo Tria  o presso il Museo Civico di Larino,in tal senso ho già segnalato il caso alla Professoressa Maria Giovanna Civitella Assessore alla Cultura della nuova amministrazione la quale si è dichiarata disponibile al buon esito della vicenda .Evviva ancora Larino .

Di Giuseppe Saluppo

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