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“La Regione ponga al centro le questioni della sicurezza degli edifici”

“La fragilità del territorio e l’allarme sicurezza di infrastrutture ed edifici pubblici devono essere al centro della politica regionale”. Così il Presidente dell’Ance Molise, Umberto ULIANO, che ha aggiunto: “La manutenzione del territorio è la prima infrastruttura di cui ha bisogno il Molise. Dobbiamo abbandonare il clima da tifosi tra grandi e piccole opere – ha sottolineato Uliano – e pensare agli interventi utili, quindi quelle grandi infrastrutture che servono alla regione perché siamo fanalino di coda dell’Italia e, al tempo stesso, opere di messa in sicurezza e manutenzione delle strutture esistenti. Tutto questo sbloccando le risorse disponibili e assicurando controlli trasparenti ed efficaci”.

Il Presidente dell’Ance sottolinea che il tema delle scuole è prioritario.

“Occorre intervenire subito sugli edifici scolastici della regione per creare un mix tra i finanziamenti statali e quelli regionali, che contribuirebbero a risanare un patrimonio immobiliare prezioso per il futuro del Molise, e costituirebbero anche un volano importante per la ripresa economica e per la crescita occupazionale della regione”.

In particolare Uliano evidenzia che le misure nazionali di rilancio degli investimenti territoriali1,2 miliardi di euro su 1,5 miliardi annuali nel triennio 2017-2019, pari a circa l0%, sono destinate a pochi interventi strategici di edilizia scolastica, messa in sicurezza sismica e rischio idrogeologico che sono al centro del progetto nazionale di prevenzione dei rischi denominato Casa Italia. Per accedere a queste opportunità gli enti locali dovranno presentare domande entro il 20 febbraio 2017 sulla base di un progetto esecutivo redatto, validato e completo di cronoprogramma, per un importo di 700 milioni di euro nel 2017, di cui almeno 300 milioni di euro per le scuole.

“Il piano di edilizia scolastica – scuole sicure, scuole belle, scuole nuove, scuole antisismiche – fortemente voluto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fin dal suo discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio 2014, in fase di attuazione, non ha dato i frutti sperati. Ora non possiamo più perdere tempo: occorre intervenire subito con un programma regionale di investimenti individuando priorità e regole di intervento.

Dopo il terremoto del Molise, l’attenzione generale si è concentrata sulle scuole, mettendo in grande evidenza il problema della loro elevata vulnerabilità. Il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile ha cercato immediatamente di comprendere le cause generali di tale inadeguatezza, promuovendo quindi le azioni atte a produrre una nuova zonazione sismica del territorio italiano e una nuova normativa sismica. Cinque mesi dopo il terremoto, fu emanata l’Ordinanza 3274 del P.C.M., nella quale veniva stabilito che tutti gli edifici pubblici e strategici, tra i quali scuole e ospedali, nonché le infrastrutture in aree sismiche, devono essere verificate nei successivi cinque anni, al fine di attivare programmi di adeguamento sismico fondati su una solida base di conoscenza del patrimonio edilizio pubblico. Alla stessa ordinanza era allegata la nuova classificazione sismica e la nuova normativa sismica.

“Ad oggi, poco è cambiato. Gli edifici scolastici in Regione sono 364: la maggior parte necessitano di interventi consistenti di manutenzione straordinaria – aggiunge Uliano. Dall’ultimo rapporto di Legambiente si evince una situazione di piena emergenza: nel Comune di Campobasso, solo per restare al comune capoluogo, solo il 25% delle scuole ha beneficiato di interventi di messa in sicurezza. Il Comune di Isernia non risulta aver inviato dati al riguardo. A necessitare di interventi urgenti risulta ancora una scuola su quattro. Infine, solo il 20% degli edifici scolastici risulta possedere l’agibilità”.

“Mi pare un quadro sufficientemente chiaro – conclude il Presidente dell’Ance. Non c’è più tempo, dobbiamo intervenire subito, consapevoli che non possiamo mettere a rischio l’incolumità nostra e dei nostri figli”.

 

Di Giuseppe Saluppo

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