Home / Politica / La Regione e l’università cercano di salvarsi l’anima col Polo bibliotecario molisano

La Regione e l’università cercano di salvarsi l’anima col Polo bibliotecario molisano

C’è dell’incredibile nella notizia che vede la Regione Molise e l’università del Molise mettersi d’accordo, sottoscrivere un protocollo d’intesa, e dare vita ad un rapporto di “proficua e sistematica” collaborazione, allo scopo di definire e regolare un progetto di coordinamento delle Biblioteche del Polo del servizio bibliotecario nazionale che ha per fine la condivisione, la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi agli utenti. La Regione Molise, per chi lo avesse dimenticato, ha la piena e totale responsabilità del trasferimento della storica Biblioteca Provinciale “Albino”  al ministero dei Beni culturali. Il passaggio è stato traumatico, determinato dalla mancata volontà di accollarsi l’onere della gestione perché fosse lasciata,  come per circa duecento anni è stata, punto di riferimento culturale e dispensatrice di cultura e di saggezza nel Molise. Quello compiuto dalla Regione è stato un gesto politico volgare e amministrativamente disastroso, perché ha determinato l’inattività dell’Albino, il depauperamento del personale, e con esso la solida esperienza ed efficienza maturate. Una Biblioteca storica patteggiata col ministero, e dal ministero poco considerata se, com’è nella realtà, siamo di fronte ad una struttura spenta, in disarmo, da ricostruire, sperando che riesca a salvaguardare e a rimettere in circolo il suo patrimonio culturale. Nel disastro dell’Albino, seppure di riflesso, entra anche l’università, sebbene in maniera simbolica, non avendo mosso un dito, sollevato un’eccezione nè cercato di frenare la furia iconoclasta della giunta regionale. Ebbene, scherzo del destino e combinazione di circostanze, la Regione e l’università, dimentiche entrambe della fine dell’Albino “patrimonio molisano”, si ritrovano a collaborare con l’obiettivo di ottimizzare i servizi bibliotecari delle  biblioteche pubbliche e private che esistono sul territorio molisano, perché entrino a far parte del Servizio bibliotecario nazionale (Sbn) e del  Catalogo unico bibliografico automatizzato del patrimonio librario consentendo il recupero e la diffusione dell’informazione bibliografica a livello locale e nazionale. Il Servizio bibliotecario nazionale, di cui sono titolari enti pubblici e privati di diversa natura, è composto da biblioteche comunali e provinciali, biblioteche di enti ecclesiastici, biblioteche statali del ministero dei Beni culturali, e biblioteche delle università statali. Era  il 10 marzo 1994 il giorno in cui è stato sottoscritto il Protocollo di intesa tra il ministero per i Beni e le attività culturali, il ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, e il presidente del coordinamento delle Regioni per la istituzione degli organi nazionali di gestione del Servizio bibliotecario nazionale; era il 18 maggio 2007 il giorno in cui è stato firmato il Protocollo d’intesa tra il ministro della Pubblica istruzione, il ministro per i Beni e le attività culturali e il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dove le parti si impegnavano, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, a favorire il consolidamento e la continuità delle iniziative avviate nelle biblioteche  del Servizio bibliotecario nazionale, nonché a promuovere l’estensione della partecipazione di altre biblioteche nazionali e regionali, provinciali e comunali. A leggere quelle due date si deve prendere atto che la Regione Molise arriva all’appuntamento con non meno di 10 anni di ritardo. E vi arriva, in collaborazione con l’università del Molise, portando in dotazione la  Biblioteca del consiglio regionale; la Biblioteca di ateneo – università degli Studi del Molise; la  Biblioteca di ateneo – università degli Studi del Molise – sede di Pesche; la  Biblioteca di ateneo – università degli Studi del Molise – sede di Termoli;  la Biblioteca provinciale di Isernia; la  Biblioteca comunale De Bellis Pilla  di  Venafro; la  Biblioteca comunale Michele Romano d’Isernia; la Biblioteca comunale Gennaro Perrotta di  Termoli; la  Biblioteca comunale Bartolomeo Preziosi di  Larino; le Biblioteche riunite, comunale e Baldassarre Labanca, di Agnone; la Biblioteca del conservatorio statale di musica Lorenzo Perosi, e della Biblioteca del convento Padre Dionisio Piccirilli di  Campobasso. Vi arriva senza avvertire il disagio e la vergogna istituzionali dell’assenza della biblioteca delle biblioteche molisane: la Biblioteca “Albino”, che il ministero dei Beni culturali, a sua volta, continua a considerare un’appendice marginale delle sue attività culturali, per nulla e da nessuno delle istituzioni molisane sollecitato a restituirla in piena e assoluta agibilità ai molisani, e a chiunque altro ne conosca l’importanza scientifica e documentale. Vederla chiusa, mortificata nella sua valenza storica, in un contesto sociale e culturale locale sempre più modesto culturalmente, distratto e indifferente a ciò che gli accade intorno, e pertanto sempre più incolto, superficiale, e distaccato, si coglie netta la percezione della bassa qualità di coloro che dell’Albino ne hanno decretato il declino.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Ma Renzi non ha fatto già danni enormi al Pd?

di Vincenzo Cordisco Cari dirigenti, segretari ed ex segretari del pd, o forse meglio dire …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*