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Gli edili dell’Acem: “La Regione ci sta facendo morire”

“Così la Regione ci fa morire”. Dura, la lettera aperta che gli associati all’Acem, l’Associazione costruttori del Molise, hanno scritto al presidente Frattura.
“La situazione nel Molise non è grave; è gravissima. Le opere pubbliche vengono pagate con una media di 600 giorni di ritardo (vedi rappmio Sole 24 ore di qualche giorno fa). I fondi per le opere pubbliche, che dovrebbero essere liquidati in 30, massimo 60 giorni, si perdono nei meandri della burocrazia.
Molte opere pubbliche hanno la copertura finanziaria solo sulla carta, visto che a lavori eseguiti si ha difficoltà a pagare.
Alcune imprese hanno chiuso, altre stam10 per chiudere per crediti e non per debiti.
Risultano: mandati provvisori addirittura di dicembre 2013, poi cancellati con la perenzione e non più reimpegnati, nonostante vari assestamenti di bilancio ed a tutt’oggi ancora non pagati, nonostante sia stato assicurato ormai da vari anni che gli stessi sarebbero stati riscritti alla prima occasione utile, ossia con il primo assestamento di bilancio utile e subito liquidati.
La situazione pertanto rimane grave e difficile, perché si tratta di mandati che le imprese già dovevano riscuotere anni prima e che poi con la perenzione sono scomparsi all’improvviso con rinvio della liquidazione a data da destinarsi; ora però le aziende non possono più attendere perché si tratta di crediti relativi a lavori eseguiti addirittura tre-quattro anni prima, per cui la Regione non deve perdere altro tempo in quanto la situazione è davvero insostenibile.
E’ impensabile in un’epoca digitalizzata che l’istruttoria di un appalto pubblico attraversi una serie di fasi procedurali, cominciando dall’ufficio tecnico della stazione appaltante, ciascuna facente capo ad un distinto Ufficio ed a sua volta ad uno specifico funzionario, paradosso che genera una sovrapposizione di adempimenti, tecnicismi, passaggi e cmieggi, che aggravano oltremisura la tempistica di realizzazione di un’opera pubblica e poi la liquidazione all’impresa esecutrice.
Per la ricostruzione, è impensabile che per liquidare alle imprese una tranche di 26 milioni di euro accreditata in Regione a fine 2015, l ‘Agenzia post sisma abbia impiegato ben 11 mesi, terminando l’erogazione addirittura ad ottobre 2016!
Vogliamo sapere la destinazione reale di questi fondi finalizzati!
Stesso andazzo con la tranche di 13 milioni che dovrebbe essere liquidata attualmente e che, secondo stime verificabili, viene erogata al ritmo di un mandato di pagamento al giorno.
Queste cose accadono solo in Molise! Nel Molise siamo ancora in pieno Medio Evo, dove esistono i Vassalli, Valvassini e Valvassori.
A buon intenditor poche parole.
CHIEDIAMO AIUTO, siamo alla disperazione totale. Così ne va di mezzo la nostra dignità di imprenditori e di persone!

Di Giuseppe Saluppo

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