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Fernando, Florindo, Girolamo…

di Giuseppe Saluppo

La consegna delle tre borse di studio intitolate alla memoria dell’ex presidente della Giunta regionale, Fernando Di Laura Frattura, mi porta a riaprire quella porta, che non è nostalgia di un passato, ma che sembra rilasciare, ancora, idee e voglia di costruire il futuro. Porta, che si è volutamente chiudere perché la politica di oggi è sorda agli interessi della gente. E’ afona, rispetto alla difesa di un territorio. Ecco, perché, alla mente tornano quei nomi. Fernando, Florindo, Girolamo, etc. Per i più giovani sono i nomi che si accompagnavano ai cognomi Di Laura Frattura, d’Aimmo, Lapenna, etc. Quella comunicazione sarebbe da riprendere con i molisani. La politica è azione con ricadute sulla vita dei cittadini; ma è anche parola e passione, perché indica una visione del futuro. Non autoreferenzialità. Non si tratta di riproporre modelli desueti, ma nemmeno di liquidare con facilità la ricerca di forme partitiche, che provino a riportare la politica vicino alla gente. Forme troppo liquide sono un ascensore sociale ad uso di aspiranti politici, ma hanno un impatto effimero sulla realtà. Indubbiamente c`è un deficit di idee e di pensieri in tanta parte del mondo politico. Tanta povertà. Forse c`è anche l`idea che un basso profilo favorisca la permanenza nei dintorni del potere. Tuttavia se intendiamo dare ancora una veste a questa regione, una speranza ai nostri giovani, un futuro al territorio non possiamo restare nel quadro del disinteresse generalizzato. C`è bisogno di un nuovo fervore politico e intellettuale in cui si inquadrino i cambiamenti istituzionali da proporre a questa regione. Smettiamola con l’arrenderci dinanzi ai tagli continui o a continuare a dare una mano a quanti hanno favorito la messa da parte di tutto quanto fosse dichiarato «sorpassato» o «antieconomico» (dai cantonieri  agli uffici postali e agli sportelli delle biglietterie delle stazioni in tanti centri minori). Schierandosi regolarmente a sfavore del «piccolo» e dalla parte del «grande», a sfavore della parte più culturalmente arretrata, più anziana, più geograficamente periferica, più indigente della popolazione; a sfavore dell’ identità dell’uomo della strada. Si torni al respiro delle idee e al contatto con la gente.

Di Giuseppe Saluppo

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