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ECCO COME SI SVUOTA LA “MOLISE DATI”

Come ti svuoto scientificamente la Molise Dati. E’ il nuovo/vecchio dettato della Regione Molise con il centrosinistra al potere e con lo pseudo centrodestra che il 22 aprile 2018 l’avrebbe scalzato. Ma solo formalmente. Perché lo pseudo centrodestra governato da Donato Toma di fatto, ogni giorno che passa, si conferma la prosecuzione del centrosinistra. D’altronde, tolto Toma, la gran parte degli assessori e dei consiglieri che contano sono della schiatta politica che ha fatto capo a Paolo di Laura Frattura e al referente politico (innominabile per prudenza) che lo ha voluto e fatto eleggere. Che Toma sia la prosecuzione di Frattura è anche nella decisione (di Toma) di confermare Mariolga Mogavero e Massimo Pillarella a capo dei dipartimenti di maggior peso della Regione e di confermare tutta la genia di centrosinistra acquisita dalla Regione senza concorso e distribuita nei migliori e maggiori servizi della Regione, bilancio e ragioneria compresi. Questo apparato politico/amministrativo ha preso di mira la Molise Dati (società di proprietà della Regione Molise) in uggia a Michele Iorio di cui ritengono sia una longa mano. Per cui prima Frattura ed ora Toma, attraverso i dipartimenti e i servizi a loro servizio, e il consiglio regionale, hanno messo mano e continuano imperterriti il processo di svuotamento di quella società. Non risulta che alla Regione siano masochisti ma che facciano del male a ciò che gli appartiene  è nelle cose. Nelle decisioni che hanno dapprima (con Frattura) introdotto il Sistema informativo gestionale e direzionale-URBI Smart 2020 togliendolo alla Molise Dati ed ora, senza gara d’appalto, con l’affidamento diretto alla PA Digitale Adriatica srl , le stanno togliendo il Servizio inerente il sistema di gestione delibere e determine integrato con il sistema Archiflow in uso presso il consiglio regionale. Da una parte la Giunta e dall’altra il consiglio: entrambi concordi nel mettere all’angolo la Molise Dati senza alcuna dimostrazione che la scelta di URBI, prima, e della PA Digitale Adriatica srl (una società a responsabilità limitata preferita ad una società in house providing)  sia una scelta conveniente per la Regione. Da tempo, per ciò che succede e per come succede, si va configurando l’ipotesi che la Regione Molise sia immune da qualsiasi controllo e responsabilità. Cioè che possa revocare un incarico e affidarlo ad altri senza colpo ferire. Senza dimostrare, coi numeri, che l’operazione sia utile per l’economia regionale. Ma lo stesso fatto che una società in house venga considerata un’appendice marginale nel novero delle disponibilità operative dell’ente, pur essendo da decenni una realtà nel campo della digitalizzazione, la dice lunga sulle procedure adottate per sostituirla prima con il programma detto URBI ed ora con la Pa Digitale Adriatica srl.  In entrambi i casi un approfondimento giuridico/legale si reclama da solo, senza bisogno di una denuncia, al pari della conoscenza a chi fanno capo. Ma la politica come potere, intorno alla Regione ha elevato uno scudo di protezione a prova di bomba. Com’è noto, i poteri difficilmente si combattano quando trovano la maniera per convivere pacificamente facendo ciascuno i propri interessi. E d’interessi la Regione ne ha da soddisfare, magari andando anche al di là dell’utile e del lecito, per cui che sia mai una revoca ad una società  in house per darla ad una società esterna a responsabilità limitata,  con affidamento diretto, senza la dimostrazione che dal cambio la Regione ci guadagni? La Molise Dati che prende bastonate,  sembra rassegnata al suo destino. Lo rileviamo dalle levità della protesta e della difesa dei suoi diritti. E’ capitato al tempo dell’introduzione del progetto/programma detto URBI, capita ora.  Non pare incisiva, infatti, né condizionante, la manifestazione al consiglio regionale, al segretario generale del consiglio e al direttore del Servizio “di fondati dubbi di legittimità nell’avvio del procedimento di revoca”, né che nel contesto siano “rilevabili possibili profili di responsabilità amministrativa/patrimoniale, atteso che si attuano attività per le quali è istituzionalmente preposta la Molise Dati”. Ce ne sarebbero rilievi da mettere in risalto nel caso URBI e in quest’altro. Ma la prudenza evidentemente consiglia di non farlo.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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