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I dializzati di Agnone: “Non fateci morire così come già accaduto”

Una lettera aperta al presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura, è stata inviata da 18 dializzati oggi in cura all’ospedale Caracciolo di Agnone che temono per la soppressione dell’unità di Emodialisi.

“Dal 2011 la nostra UOS Emodialisi ha il personale medico ed infermieristico ridotto al lumicino, pur in presenza di 18 pazienti in trattamento, 4 in lista d’attesa e 12 che vorrebbero tornare nei mesi estivi ad Agnone, ma non possono, perchè il reparto, come si dice in gergo aeroportuale, è in “overbooking” con solo 6 posti tecnici ed uno per acuti. Avendo appreso da fonti esterne della trasformazione della nostra UOS in Centro di Assistenza Limitata come Venafro e Larino, e che la stessa sia stata avanzata da ambiti della Direzione Sanitaria Locale, noi siamo fortemente in allarme. Inoltre, nei giorni 27 e 29 dicembre, siamo stati costretti a sottoporci a dialisi ad Isernia con stress psicofisici notevoli e proprio in quella occasione Teresa Ottaviano, già provata da un intervento cardiaco, è venuta a mancare. Vivendo poi in un’area montana particolarmente disagiata ed essendo soggetti a frequenti rimodulazioni farmacologiche con consulenze con i reparti di Medicina Generale e Chirurgia abbiamo bisogno di essere trattati sotto controllo medico in una struttura ospedaliera”.

Di Giuseppe Saluppo

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