Home / Politica / Con e senza il titolo di commissario ad acta, il presidente Donato Toma ha la possibilità di intervenire per stabilizzare i precari della sanità e di confrontarsi con i sindacati, ma non lo fa

Con e senza il titolo di commissario ad acta, il presidente Donato Toma ha la possibilità di intervenire per stabilizzare i precari della sanità e di confrontarsi con i sindacati, ma non lo fa

C’è un contrasto, un vallo, uno iato, una contraddizione, insomma un divario di senso e di contenuto tra le elogiative comunicazioni dell’ufficio stampa del presidente Toma che raccontano dei suoi viaggi e degli incontri a vari livelli (regionali, nazionali ed europei) per garantire alla Regione attenzione e, possibilmente, interventi a favore dell’economia e dello sviluppo territoriale, e le comunicazioni delle organizzazioni sindacali e di altre associazioni di categoria che nel Molise sono appiedate, arrancano, e sudano sette camice nel tentativo di vedersi fatte oggetto a loro volta di attenzione e di interventi a favore delle necessità che rappresentano. Ultima, in ordine di tempo, ma prima per sostanza, urgenza e opportunità, è la comunicazione della Fp Cgil, della Cisl Fp, della Uil Fpl, e della Fis-Usae, indirizzata a Donato Toma, al sub-commissario alla sanità Gerardo Di Martino, al direttore generale per la Salute della Regione Molise Lolita Gallo e al direttore generale dell’Asrem Gennaro Sosto, in cui sono stati espressi ed elencati i motivi per cui chiedono un incontro urgente con la direzione regionale alla salute e la direzione dell’Asrem, alla presenza del presidente della giunta regionale per la definitiva attuazione delle procedure di stabilizzazione del personale precario, previste dalle vigenti norme e recepite nell’accordo sindacale del 2017 con  il relativo piano occupazionale triennale e del fabbisogno di personale. La situazione che riguarda l’organizzazione dei servizi e del lavoro nella sanità è giunta al limite della sopportazione da parte del personale, ciò perché “quotidianamente, i lavoratori, nel gestire le proprie attività assistenziali, devono affrontare carichi di lavoro eccessivi, che li espongono continuamente a gravi rischi per la tutela della propria salute e sicurezza, e quella degli utenti, non essendo nelle condizioni di poter gestire eventi rischiosi, con conseguenze talvolta anche drammatiche”. Al limite della sopportazione è anche la pazienza  della gente costretta a ricorrere alle cure ospedaliere. Ebbene, con questo assieme di difficoltà, di carenze di personale e di macchinari, di organizzazione e di gestione, nel Molise il problema principe della sanità è il mancato titolo di commissario ad acta in favore di Toma e non, come giudicano i sindacati, il problema del precariato e della urgenza di farvi fronte. Nella lettera di cui abbiamo fatto cenno, assume particolare rilievo la circostanza che dimostra come  la questione sollevata non faccia parte della sensibilità e dei doveri istituzionali della Regione, del sub commissario, della direzione generale della Salute e della direzione generale dell’Asrem, ai quali , infatti, viene ricordato e sottolineato l’accordo sindacale raggiunto il 6 dicembre 2017 per l’attivazione delle procedure di stabilizzazione a partire dal 2017, secondo le norme allora vigenti e il recepimento e l’applicazione delle procedure previste dal decreto 75/2017 cosiddetto “Madia”, a partire da gennaio 2018 a copertura dei posti resisi disponibili con i pensionamenti 2017/2018/2019/2020, accordo lasciato cadere senza una accettabile e credibile giustificazione. Agli appuntamenti regionali, nazionali ed europei di Toma e alle disattenzioni del sub commissario e delle direzioni della Salute e dell’Asrem, costoro dovrebbero anteporre gli appuntamenti delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze dei lavoratori che attendono la stabilizzazione e dei lavoratori che alla carenza di personale devono sopperire con carichi di lavoro straordinario inaccettabili.  Inutile, pertanto, girarci attorno. Ci sono questioni che incombono sul limite della pericolosità per chi negli ospedali molisani lavora e per chi vi è ricoverato. Una realtà che fa a pugni con la persistenza di atteggiamenti dilatori, con i viaggi e le celebrazioni radiotelevisive di taluni protagonisti. Le criticità esistenti nei presìdi ospedalieri e territoriali, e l’urgenza di una sostanziale riorganizzazione degli stessi attraverso il potenziamento della dotazione organica e strumentale, imporrebbero ben altri atteggiamenti e ben altre responsabilità. Imporrebbero di affrontare i problemi del precariato nella sanità e la stabilizzazione degli aventi diritti: per legge!  Ma nel Molise, l’ottundimento delle coscienze lascia che tutto scorra e si vada avanti per slogan, per dichiarazioni futuribili e per spettacolarizzazione di eventi e circostanze che niente hanno a che fare con la realtà quotidiana. Volendo, il presidente Toma, ha la possibilità di intervenire e di confrontarsi con chi insistentemente ( e inutilmente) lo chiede. Con e senza il titolo di commissario ad acta.

Dardo

Di admin

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Un Commento

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