Home / Cronaca / In carrozza. Dal Frecciarotta al Sosta Pipì

In carrozza. Dal Frecciarotta al Sosta Pipì

 

di Giuseppe Saluppo

Far West…le diligenze si fermavano alla stazione di posta per abbeverare i cavalli, far fare i bisogni, rifocillarsi e poi ripartire all’avventura…Molise… è successo di nuovo. Il controllore è una donna gentile e quasi si vergogna ad ammettere che sì, sul Campobasso- Roma, la toilette è guasta. Pardon, è sporca. O meglio, inagibile. Insomma è chiusa. Non è questione di chiavi e serrature, quindi. È una prova di resistenza umana. E basta.

Apnea per tre ore. E sia. Scoperto l’intrigo subentra una pacata rassegnazione, quando d’improvviso la gentile e professionale capotreno spariglia il banco. E sorprende visi interrogativi. “Se si ha bisogno, fermo il treno alla prima stazione e faccio andare in toilette”

Il ghigno litiga con lo sbigottimento. In fondo, si può resistere. Folgorati e impietriti risuona solo una flebile voce di stupore. “Insomma il treno si ferma ad attendere chi va in bagno…”. “Siamo fermi perché un signore è dovuto andare in bagno. Lo stiamo aspettando. Se vuole cogliere l’occasione…”. La scommessa non è ancora vinta, quindi va portata a termine. La sosta dura cinque minuti. Le precedenze vanno a farsi benedire. Intanto, con serafica calma, lo sconosciuto risale nella soddisfazione generale.

In realtà resta un interrogativo irrisolto. E se una persona si sente male e non può attendere la stazione successiva? Mistero. Il treno arriva a Roma  oltre il proprio orario. Se qualcuno si domanda come mai le linee di Trenitalia hanno ritardi a catena dovuti a sfasature legate l’una all’altra, la risposta è servita. Almeno in questo caso.

Dal Frecciarotta al Sosta Pipì

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Festività pasquali, raddoppiati i servizi di controllo

Come ogni anno, l’approssimarsi delle festività pasquali determina una maggiore affluenza di persone nei principali …

Un Commento

  1. Purtroppo è un problema che avevo segnalato agli organi di stampa, mi pare, almeno una decina di anni fa, quando per la prima volta presi il Minuetto. Osservai immediatamente che era un treno rumoroso nella cabine di testa e coda, quelle più comode per affrontare un viaggio di tre ore. Negli altri scomparti, si viaggiava e si viaggia con le porte che si aprono direttamente al loro interno, con ventate di aria fredda d’inverno. E poi i servizi, senza una minima privacy, con tanta gente che vi siede intorno. Ma quello che più mi ha preoccupato era, ed è anche negli swing, la presenza di una sola toilette e quel vaso pieno di “pipì” da trabboccare. Una situazione da incubo per chi sceglie il treno, oltre per la comodità di viaggio, anche per la presenza, a bordo, dei servizi igienici. Questi treni contengono più persone di una sola vecchia automotrice, ma per Roma le automotrici sono state sempre almeno due. Quindi con la possibilità di fruire anche di un altro servizio. Questi treni nuovi sono stati realizzati per pendolari che salgono e scendono durante il percorso e quindi progettati senza tener conto di una esigenza che, invece, ha chi affronta un viaggio di tre ore. Purttroppo anche i nuovi swing hanno lo stesso problema. La vecchia automotrice sarà pure rumorosa e tecnologicamente non adatta ai nuovi sistemi di sicurezza, ma sicuramente offriva molto di più di questa specie di tram moderni, perchè progettata, forse, da chi sui treni ci viaggiava e conosceva le esigenze dei viaggiatori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*