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Carresi, tra luci e qualche dubbio

“Nessun grido di vittoria, ma certamente la consapevolezza che l’impegno profuso a difesa delle Carresi sta dando i suoi frutti. Per questo motivo esprimo soddisfazione per quanto fatto dai più, ed un grazie a chi si è impegnato per salvaguardare e promuovere queste manifestazioni che sono l’essenza stessa delle tre comunità bassomolisane”. Lo scrive il consigliere regionale, Francesco Totaro. “Difendere le Carresi, certo non è una novità. Nel mese di ottobre insieme all’onorevole Danilo Leva mi recai al Ministero della Salute per approfondire il contenuto dell’ordinanza relativa alle manifestazioni popolari che prevedono l’utilizzo degli equidi al di fuori degli impianti e dei percorsi autorizzati. Ebbene, fin dall’ottobre scorso emerse che i purosangue potevano correre allo stesso modo dei mezzosangue, o degli altri equidi impiegati in altre manifestazioni popolari. Evidenze che resi pubbliche sia direttamente ai carrieri in incontri occasionali , sia in un incontro pubblico presso il Comune di San Martino in Pensilis, alla presenza di tutti i rappresentanti delle associazioni delle carresi e anche alla presenza dei rappresentanti dei Comuni di Ururi e Portocannone. Il parere di ieri, reso dal capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Saluteci lascia ben sperare che le nostre Carresi, fermo restando il rispetto per la sicurezza e il benessere degli animali impiegati, siano riconosciute come manifestazioni di alto interesse culturale ed emblema stesso della storia e delle tradizioni delle nostre comunità“.

Resta un tantino scettico e non manca di fare polemica, l’assessore all’Agricoltura, Vittorino Facciolla. “Posto che sia da apprezzare qualsivoglia azione di vicinanza alle carresi, e’ tuttavia necessario trattare le stesse con estrema cautela. Le carresi sono una cosa seria, talmente seria che per le comunità nelle quali si celebrano, l’idioma ‘maneggiare con cura’ è materia curriculare di insegnamento. Leggere che un funzionario del ministero, seppur dal ruolo burocratico rilevante, scriva che “non sembra trovare applicazione la norma che vieta l’uso dei purosangue” fa davvero preoccupare. Sembra o è? Si applica o non si applica? Ma la preoccupazione diviene terrore laddove il medesimo funzionario afferma che “rientrando la stessa esibizione, nel novero delle manifestazione pubbliche nelle quali vengono comunque utilizzati equidi, dovranno essere , in ogni caso, garantiti, per la legittimità del suo svolgimento i requisiti di sicurezza e benessere animale, previsti dalla disciplina in materia”. Oggi nel tentativo di fare meglio si corre il rischio di buttare nella monnezza il lavoro incredibile che comunità, associazioni dei carri, sindaci e professionisti hanno posto in essere nel tentativo, questo si non velleitario, di fare tutela delle Carresi, attraverso l’approvazione di un serio disciplinare. Ma tant’è. Chi vuol essere lieto sia del doman non v’è certezza!”

 

Di Giuseppe Saluppo

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