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Campobasso, città in degrado

Caro direttore,

Ho letto con attenzione le dichiarazioni di alcuni membri dell’opposizione circa lo stato in cui versa Campobasso. Sposo tutta la linea, non per la solita tendenza del cittadino portato a criticare a priori, ma semplicemente perché l’evidenza dei fatti parla da sé.

E’ stata citata la periferia, ma è anche il centro ad essere interessato da situazioni di degrado, e non credo che questo assunto si possa mettere in discussione.

Da circa un ventennio a questa parte si è cominciato, inspiegabilmente, a trascurare la manutenzione della città, che ha progressivamente perso il suo vero volto. Rimettere mano ora a tutte le situazioni problematiche impone esborsi ben maggiori di quelli che sarebbero stati necessari se la manutenzione fosse stata costante. In ogni caso, ormai non è necessaria: è indispensabile!

E’ vero che le risorse per gli enti locali si sono assottigliate, ma è anche vero che altre municipalità le hanno innanzi tutto sapute usare, in secondo luogo hanno avuto accesso ai fondi europei perché sono state in grado di presentare progetti validi. Noi quali progetti presentiamo? Qualche anno fa, se qualcuno lo ricorda ancora, i fondi Pisu sono ritornati al mittente per mancanza di progettualità credibile: questo è un macigno che pesa tantissimo sull’attività programmatica del capoluogo, che dovrebbe fare da mentore per le altre città, ed invece il ruolo di capofila lo sta svolgendo Termoli: basta recarvisi per capire quello di cui parlo.

Rammarica non poco che, negli anni, si sia assistito ad un ribaltamento concettuale: il Bello sostituito dal Brutto, a cui ci si è assuefatti pedissequamente.

Ognuno chieda a sé stesso se si sente parte di una Comunità e, in quanto tale, attore che può operare il cambiamento, o se intende viaggiare nel suo micro-cosmo. Dalla risposta a questo interrogativo scaturisce la possibilità, per Campobasso, di riscattarsi o meno.

Distinti saluti

Ettore Camposarcuno

 

Di Giuseppe Saluppo

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6 commenti

  1. Dominic Cotti Cottini

    Tutto semplicemente vero. E’ anche vero, come e’ stato detto, che se i cittadini -indipendentemente dal ruolo che svolgono nella società- non abbandonano il proprio micro-mondo per agire come membri di una comunità, questa città non può ripartire.

  2. Elisabetta Sciscenti

    Campobasso è troppo inviluppata in se stessa, troppo legata alla logica del particolarismo per poter avere quello scatto d’orgoglio necessario al recupero del decoro perduto. A Termoli -giustamente citata dal lettore- questo scatto in avanti è stato fatto, ed i risultati sono ben visibili. Il volto di una città non può cambiare se non cambia la mentalità dei cittadini!!

  3. Giandomenico Cacciapuoti

    Ormai di parole se ne sono spese troppe sul tema. Se si tira troppo la corda, questa si spezza. Fra un po’ la città farà un botto degno di questo nome.

  4. Non ho mai visto così tanto abbandono come a Campobasso. Sembra di percorrere un quartiere sudamericano o i rioni malfamati di Napoli. Tutta questa sciatteria si è progressivamente creata anche nella testa della gente: non posso non sottolineare quanta fatica faccio per convincere gli abitanti del mio quartiere a ripulire un muro imbrattato, a piantare un albero, a chiedere al sindaco di rimettere a posto tante cose. E’ consequenziale che se l’amministrazione non percepisce spirito d’iniziativa nei campobassani, si ritiene in diritto di continuare per la sua strada, fatta di menefreghismo al quadrato.

  5. Spesso si cita la mancanza d’intervento da parte dell’amministrazione comunale, ma dovrebbe essere citato anche il grande menefreghismo dei campobassani, che sembrano vivere su un altro pianeta.

  6. Su http://www.change.org è stata pubblicata una PETIZIONE dal titolo: CERTEZZA DELLA PENA PER I VANDALI DELLE BOMBOLETTE. Per favore, firmatela numerosi se volete avere città più belle! Grazie.

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