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Briciole, poco più che briciole: sessantamila euro per l’assistenza sociale 2016

 

Briciole, poco più che briciole i 60mila euro del Governo assegnati alla Regione Molise per il progetto “Linus” a  sostegno della natalità, sulla scorta delle indicazioni fornite dal decreto ministeriale del 17 giugno 2016 a firma del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, con delega in materia di Politiche per la famiglia. Una lavata di faccia; un mettersi l’anima in pace; un modo peloso di  ingannare il prossimo; in questo caso, le donne in gravidanza e nel corso del primo anno di maternità in condizione di privazione economica e in una fase esistenziale caratterizzata da particolare fragilità emotiva e da dispendio economico. Lo rilevano, lo ammettano, lo confermano e lo scrivono il presidente della giunta regionale Paolo di Laura Frattura e gli assessori Pierpaolo Nagni, Vittorino Facciolla e Carlo Veneziale, assistiti da Mariolga Mogavero, nel corpo della deliberazione con cui, appunto, hanno preso in esame ed approvato il progetto “Linus”,  l’impegno e la destinazione dei 60mila euro, cui vanno aggiunti altri 12 mila euro attinti dal bilancio regionale. Dai redattori del Progetto è stato valutato che con quelle risorse è possibile fronteggiare  non più di trenta casi e per ognuno un contributo di 2mila euro da ripartire in quattro trimestri e per ogni trimestre, 500 euro. Destinatarie, come detto, le famiglie vulnerabili costituite anche da un solo elemento, con presenza di donne in gravidanza dal sesto mese o da bambini dalla nascita fino ad un anno di vita, in possesso di questi requisiti:

residenza nel Molise e condizione di vulnerabilità sociale ed economica (basso reddito, problematiche sociali, abitative, lavorative, sanitarie, eccetera eccetera), e particolare  attenzione alle  donne sole e alle minorenni in stato di gravidanza.  Per decenza omettiamo di elencare gli adempimenti da fare per accedere all’assistenza e i condizionamenti tecnici e amministrativi che ne fanno un capolavoro di inestricabile complessità. Ancora una volta la burocrazia prende il sopravvento sulla linearità dell’azioni e dei comportamenti che dovrebbero essere il segno distintivo della Pubblica amministrazione, per confermarsi nella sua debordante invadenza e nel suo potere di condizionamento. Tutto questo, per mettere in circolo 72mila euro e dare un piccolo sollievo a non più di trenta destinatari. Se ne occuperanno gli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali del Molise e gli  operatori dei servizi sanitari e sociosanitari dell’Azienda Sanitaria Regionale (Asrem), in stretta relazione col responsabile dell’Ufficio  coordinamento degli Accordi interministeriali e per l’implementazione delle Politiche sociali. La distribuzione delle risorse sarà in favore degli Ambiti territoriali sociali del Molise sulla base della popolazione femminile compresa nella fascia di età da 15 a 45 anni (fonte Istat). All’Ats di Agone andranno 2.000 euro per un solo intervento; 16.000 euro all’Ats di Campobasso per 8 interventi;  8.000 euro a Isernia per 4 interventi; 6.000 euro a Larino per 3 interventi; 8.000 euro a Riccia-Boiano per 4 interventi; 14.000 euro a Termoli per 7 interventi; 6.000 euro a Venafro per 3 interventi.  Numeri abbastanza contenuti, che farebbero pensare a una contenuta realtà afflitta da particolare fragilità emotiva e da condizioni di vulnerabilità sociale ed economica, sicuramente condizionati dalla esiguità delle risorse e dalla complessità dell’assistenza. Il Babbo Natale di Palazzo Vitale ha le tasche piene soltanto per sé.

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

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