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Boccardo: “Donne, una giornata per riflettere”

di Tecla Boccardo

Il 25 novembre,  in tutto il mondo, una forte campagna voluta dalle Nazioni Unite che lancia 16 giorni di attivismo, fino al 10 dicembre, per dire basta alla violenza di genere, adottando l’arancione come colore simbolo e il messaggio.

Secondo Un Women, l’agenzia Onu che si dedica al tema dei diritti femminili, circa la metà degli omicidi di donne in ogni parte del mondo è perpetrata dal partner o da un parente e anche in Italia, secondo i dati in nostro possesso, ogni 2 giorni e mezzo viene commesso un femminicidio per mano di chi afferma di amare, invece uccide. Una strage infinita, ingiusta e che va fermata!

In Italia quasi 7 milioni di donne, hanno subito abusi e violenze di diverso genere, ma tutte rilevanti allo stesso modo.

Il problema, certamente, è culturale. In un Paese dove oltre il 17% degli uomini non condanna o addirittura ritiene ammissibile la sottomissione della donna, è evidente che esiste un grave problema di fondo. Purtroppo, poi, è accertato che la violenza è annidata anche in luoghi fin ora reputati inimmaginabili, ed è diventa tristemente trasversale: colpisce bambine, donne fragili, ma anche donne istruite e potenti.

E proprio questi gravissimi fondamenti spingono associazioni, parti sociali, amministratori, personaggi pubblici e artisti e a impegnarsi sul tema della violenza.

Assieme a centinaia di donne, a Montecitorio ho partecipato all’iniziativa promossa dalla Presidente della Camera, on. Laura Boldrini, che ha voluto organizzare una serie di momenti di approfondimento e riflessione, con testimonianze dirette di donne che hanno subito violenza o che con la violenza hanno in qualche modo a che fare.

E’ doveroso da parti di tutti – a partire dalle più alte Istituzioni  per terminare nel più piccolo nucleo familiare – dar attenzione e ascolto a donne in difficoltà, ma anche cominciare in un’opera di sensibilizzazione su questo tema che riguarda tutti, non solo le donne.

La Uil, ovunque,  combatte da anni su questo fronte, su tutti i territori, attraverso i suoi centri di ascolto Mobbing e Stalking che, in totale anonimato e riservatezza, accolgono donne in difficoltà e vittime di violenze.

Assieme alla nutrita delegazione UIL, sottolineeremo alla Presidente della Camera come a nostro parere risultino estremamente carenti le norme previste in Manovra di bilancio specifiche per la donna, a partire dagli essenziali diritti nel mondo del lavoro. A riguardo la Uil, con Cgil e Cisl, ha di recente sollecitato formalmente il Governo attraverso la presentazione di un documento nel quale, oltre a chiedere un piano per l’occupazione femminile, è stato chiesto un apposito intervento per accompagnare le donne vittima di violenza nel mondo del lavoro.

Anche in Molise, nonostante le tante difficoltà, i nostri operatori, attraverso gli sportelli Mobbing e Stalking presenti nelle sedi sindacali, offrono sostegno e servizi a quante donne quotidianamente vivono disagi e soffrono situazioni di difficoltà, spesso nel silenzio, nell’omertà, nella vergogna.

E proprio in un’ottica di sostegno concreto la UIL ha istituito lo sportello per l’Auto impiego donna a Isernia, chiedendo al tavolo di PARTENARIATO l’incremento di risorse per l’auto imprenditorialità di donne e un punteggio maggiore per le assunzioni in rosa, ottenendo dalla Regione riscontri positivi a riguardo.

Naturalmente bisogna fare di più ma siamo fiduciosi sul futuro.

Il Sindacato, continuerà a fare la sua parte, in Italia come in Molise, destinando il massimo impegno, umano ed economico su questo tema, aumentando lavoro e presenza sui territori, ascoltando e tutelando le donne in difficoltà, proponendo e incalzando la politica a creare i presupposti affinché, da domani, questi spaventosi numeri comincino ad invertire la rotta.

Di Giuseppe Saluppo

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