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Banda larga, perchè dividere i fondi?

Il Molise, senza generare equivoci sul termine “banda”, nel caso di cui

ci occupiamo, completato con l’aggettivo “larga”, diventando “banda

larga”, ovvero la soluzione tecnica in materia di telecomunicazioni e

informatica di inviare e ricevere simultaneamente dati informativi  in

maggiore quantità e più velocemente, dispone dei 27 milioni e passa di

euro che gli sono venuti dai fondi europei (17.000.000 di euro a

valere sui fondi Feasr della programmazione 2014/2020 e  10.136.953 di

euro a valere sui fondi Fsc 2014/2020, di cui alla delibera CIPE n.

65/2015), per muovere in direzione della modernizzazione della propria

rete telematica. Muoversi. Ma stando così le cose, ancora una volta il

plantigrado sistema politico e amministrativo regionale latita in

tempestività. Dal momento in cui è intervenuto l’accordo tra il

governo nazionale e le Regioni per costruire una rete in fibra ottica

(“banda ultra larga”), sul presupposto di procedere velocemente, al

solito il Molise è finito nella nebbia, per cui anche in questa

occasione e circostanza, almeno finora, non si intravede alcuna

novità.  Il 29 aprile scorso c’è stato l’Internet day (la giornata

dell’Internet) per ribadire quanto fosse ritenuta utile questa

massiccia immissione di risorse finanziarie rivolte allo sviluppo e

alla velocizzazione della rete, cui, purtroppo,  sta facendo seguito

una strana e inconcepibile dilatazione dei tempi di realizzazione. Ciò

ch’è certo è che la “banda larga” ha un ruolo determinante nei vari

processi di programmazione socio/economica. Date le caratteristiche

tecniche, non potrebbe essere diversamente. Convinzione, tra l’altro,

espressa anche dalla “banda governativa” del Molise nell’ambito

dell’annuncio e dell’esaltazione dell’accordo col governo di Roma come

sopra accennato. Col progredire della “banda larga” sarebbe progredita

anche la condizione economica della regione. Grazie alla sua

applicazione e utilizzazione nei comparti industriali, agricoli,

commerciali, turistici e della comunicazione in particolare, si

avrebbe un significativo incremento di produttività . Allo stato dei

fatti (economia in crisi e disoccupazione in crescita) sembra davvero

complicato immaginare che nel Molise la “banda larga” possa incrociare

e sostenere un sistema economico in evoluzione. La programmazione

economica 2014/2020 irrorata di centinaia di milioni di euro da parte

dell’Unione Europea è notevolmente in ritardo rispetto ai tempi

canonici, avendo scelto la giunta regionale, con la complicità dei

consiglieri di Palazzo D’Aimmo, di attendere il 2017 per allestire i

fuochi pirotecnici dei bandi pubblici per gli investimenti e la

distribuzione delle risorse finanziarie. Un modo vecchio, strumentale,

addirittura vigliacco nei confronti dei giovani disoccupati, di

preparare la campagna elettorale e creare i presupposti per alimentare

la clientela. Un metodo vecchio, ma sempre valido potendo contare su

una platea di tradizionali beneficiari (si pensi agli industriali,

alle organizzazioni categoriali, agli studi professionali e

consulenziali) che vive prevalentemente delle grazie della politica e

dei politicanti. Mancano appena tre anni alla scadenza del 2020 e

quattro anni, dal 2014, sono stati lasciare passare inutilmente dagli

amministratori regionali, insensibili ai problemi esistenziali delle

miglia di lavoratori in cassa integrazione e messi sul lastrico. Le

risorse finanziare europee sono disponibili da alcuni anni ma solo in

adiacenza delle prossime elezioni regionali stanno facendo capolino,

distillate con arguzia, perché diventino specchietto per le allodole e

obolo elettorale. In questo gioco delle parti e delle utilità

politiche messo in atto dalla Regione sono finiti – ahi noi! – anche i

27 milioni destinati alla realizzazione della rete a fibre ottiche.

Motivo, pertanto, per denunciare l’uso strumentale delle risorse

finanziarie che, sotto molteplici voci e destinazioni, il Molise

dispone, e per insistere sulla necessità di velocizzare la

programmazione economica e la corretta destinazione dei fondi europei

2014/2020 e dei fondi destinati all’area di crisi industriale

complessa corrispondente ai nuclei industriali di Boiano – Pozzilli –

Venafro. I 27 milioni di euro per la “banda larga” attendono ancora un

chiaro e definitivo aggiornamento da parte del presidente Frattura che

ha sottoscritto l’Accordo di Programma per lo sviluppo della “banda

ultra larga” con il Ministero dello Sviluppo Economico, e dal

responsabile del quarto dipartimento regionale, Pillarella, cui fanno

capo gli adempimenti consequenziali.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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