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Ancora un NO forte e chiaro all’Egam

Ancora un NO forte e deciso dei comuni di Campodipietra, Civitanova del Sannio, Pietrabbondante, Belmonte del Sannio, Acquaviva d’Isernia, Agnone e Campochiaro alle forzature della Regione Molise in favore dell’Egam, l’Ente che dovrebbe  gestire le risorse idriche del Molise e distribuirle mancando però di legittimità, di legalità, di chiarezza e trasparenza. Difetti già oggetto di rilievo e sanzioni da parte del Tar Molise alla delibera della giunta regionale istitutiva dell’Ente e dei successivi decreti di commissariamento: “Un atto di forza che ha innescato un grave conflitto istituzionale a danno degli enti locali e delle popolazioni”, ha chiosato il primo cittadino di Campodipietra, Peppe Notartomaso che del fronte del NO è un sanguigno protagonista. Bene; assistiti dagli avvocati Giuseppe Ruta, Massimo Romano e Margherita Zezza, le sopradette amministrazioni comunali vanno di nuovo allo scontro con  la Regione e di nuovo al Tar per contestare i decreti che, violando  l’autonomia costituzionale dei comuni stessi, hanno determinato la loro adesione forzata all’Egam nonostante, coinvolgendo correttamente e ritualmente i consigli comunali e i cittadini, avessero deciso di non aderirvi in quanto l’Egam illegittimamente costituito. Per dirla tutta, e senza fronzoli, l’Ente di Governo si presta ad essere ritenuto una porcheria amministrativa e giuridica, nonché un surrettizio tentativo di privatizzare le risorse idriche molisane.  Una porcheria amministrativa perché  la Regione non ha previsto i costi della sua gestione e del suo funzionamento  e non ha dettato gli indirizzi per garantire la gestione autonoma da parte dei comuni. Una porcheria ancora più grave, è quella che si prefigge di trasferire un bene inalienabile (l’acqua) in mani private e per questo tese unicamente allo sfruttamento e al  guadagno. Speculare sull’acqua, ch’è bene vitale, è un delitto. Come lo è anche la pretesa che i comuni aderiscano all’Egam al buio, ovvero senza conoscere i costi certi e il sistema di gestione delle reti idriche comunali, col rischio che finiscano nella disponibilità di un gestore unico privato. D’altronde della costituzione di una società in house non se n’è più parlato.  Ora c’è da sperare che i tre valenti avvocati che già vantano l’accoglimento da parte del Tar dei ricorsi relativi alla delibera della giunta regionale istituiva dell’Egam e dei successivi decreti di commissariamento, vincano anche il secondo round.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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