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Accordo in vista a Roma: si lavora a un baratto sui commissari straordinari alla sanità. Il commissario della Campania ai 5 Stelle, il commissario del Molise alla Lega

La sanità, nel Molise, è il perno intorno al quale ruotano le maggiori questioni politiche e  le maggiori attese  della popolazione. Le une non collimano affatto con le altre. Anzi, si sono rivelate in netto contrasto e c’è un disegno (politico) che vuole e briga perché permangano tali. Ciò perché la sanità pubblica è stata per gran parte trasferita in quella privata che, a differenza di quella pubblica, per natura economica e capacità di gestione si rende particolarmente remunerativa a chi la detiene e particolarmente efficiente nel dare risposte ai pazienti. La partita tra sistema pubblico e sistema privato è in corso da decenni, dai tempi in cui governava la Dc e presidenti della giunta regionale sono stati Enrico Santoro e, a seguire, fino a Michele Iorio, per giungere in pompa magna a Paolo di Laura Frattura nella veste (sdrucita) di epigono del rinnovamento, nonché pretoriano anti Iorio e dello iorismo, col definitivo cambiamento di rotta della sanità pubblica verso quella privata. Unica prova di decisionismo offerta nel corso dei cinque anni in cui Frattura e il centrosinistra nel Molise hanno determinato l’impoverimento dell’economia e  l’arretramento della qualità della vita. Eletto, dicono gli atti compiuti da Palazzo Vitale, con la precipua missione di smantellare pezzo per pezzo, ovvero dipartimento per dipartimento, reparto per reparto, corsia per corsia la rete sanitaria pubblica che – va detto a chiare lettere – per come si era attestata e consolidata su parametri di scarsa efficienza (liste di attese di anni per un esame clinico e nepotismo e familismo esasperati) andava corretta certo, non smantellata e ceduta. Insomma, una rete ospedaliera da rivedere e da correggere, dicevamo,  sia dall’interno dell’organizzazione sanitaria che dall’esterno, come richiesto insistentemente e inutilmente dalle organizzazioni  che operano a tutela della salute e dell’interesse pubblico. A petto di questa necessità, la risposta della Regione è stata la sistematica chiusura ad ogni ipotesi di correzione, integrazione, miglioramento in chiave prevalentemente pubblica. Frattura, quindi, voluto ed eletto con un concerto di adesioni politiche e di sponsorizzazioni, in materia di sanità è stato concretamente ai patti. Come si vuole che anche Toma, voluto ed eletto con lo stesso concerto di adesioni politiche e sponsorizzazioni, quei patti li confermi e li rispetti. A garanzia dell’impegno da mantenere nei confronti di Frattura, del concerto politico e delle sponsorizzazioni che lo avevano eletto e, in senso inverso, hanno eletto Toma, a quest’ultimo è stato amorevolmente suggerito di confermare a capo dei dipartimenti cardine della Regione Mariolga Mogavero e Massimo Pillarella, e di promuovere sul campo i dirigenti che sono stati disponibili e fattivi nel collaborare. A Toma, però, per stare ai patti, gli manca lo strumento per rispettarli. Gli manca la nomina a commissario straordinario alla sanità regionale. Carica per la quale sta muovendo il muovibile e l’inamovibile, necessità esiziale per il suo stesso destino politico. A nominarlo dovrebbe provvedere il ministro alla Sanità, Giulia Grillo, pentastellata di fede cristallina e particolarmente edotta dal gruppo regionale 5 Stelle dei misfatti della sanità molisana. Difatti, la nomina per Toma non arriva, nonostante le pressioni, le invocazioni, le sollecitazioni. A Roma sanno e non in tendono cedere. Ma la posta in gioco e tale e tanta per cui non si concepiscono ostacoli che possa metterla in discussione. La partita pertanto è salita di livello. Dal Molise s’è trasferita a Roma nei circuiti della politica di alto bordo, ai piani governativi, all’attenzione dei 5 Stelle e, per contrappeso, all’attenzione della Lega, sulla bilancia che vede da una parte la messa in discussione del commissario straordinario per la sanità della Campania, Vincenzo De Luca, e dall’altra quello del Molise. Si lavora a un baratto. Il commissario della Campania ai 5 Stelle, il commissario del Molise alla Lega. Per cui, se necessario che Toma venga nominato commissario straordinario per la sanità regionale e, ad acta per i patti da salvaguardare,  non è da escludere l’adesione di grosso calibro della politica molisana alla Lega di Salvini. Frattanto la sanità molisana è priva d’indirizzo, tranne quello lasciato in eredità da Frattura. Che fa rima con iattura.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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