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70mila euro della Regione per salvare le funivie di Capracotta e la stagione invernale

Stagione invernale alle porte: Campitello e Capracotta sono le stazioni invernali su cui il Molise può fare affidamento per tenere in vita un barlume di turismo stagionale, sempre che l’innevamento e gli impianti di risalita non verranno a mancare. La società Funivie del Molise, al cui capitale partecipa la Regione,  ha retto finché ha potuto, con evidenti difetti gestionali e risultati particolarmente scadenti, tali da indurla a cedere la gestione degli impianti di Campitello al privato, mentre s’è lasciata la gestione degli impianti di risalita (sciovia a fune alta Piana del Monte e la funivia monofune ad agganciamento fisso sotto al Monte-civetta) di Capracotta, di proprietà del comune. Avendo fallito a Campitello, potrebbe fallire a Capracota. Per evitare che accada, che gli impianti non vadano in funzione, che gli sciatori che frequentano il paese più alto dell’Appennino centromeridionale si orientino al vicino Abruzzo, che, insomma, Capracotta subisca una perdita d’immagine e di competitività, la messa in sicurezza delle funivie viene considerato  il nodo immediato da sciogliere. Ma Funivie e Comune non hanno da spendere.

Che sia la Regione, allora, a provvedere se non vuole che dopo Campitello anche Capracotta perda di appeal. E insieme, Funivie e comune di Capracotta, hanno lanciato l’Sos che la giunta regionale ha raccolto, seppure a fatica, dovendo armamentare sul Bilancio per reperire tra i vari capitoli i 70 milioni di euro che servono per realizzare le opere di manutenzione straordinaria che sono necessarie sia sugli impianti che sulla pista. Soluzione senza la quale, cioè senza la possibilità di riaprire e mettere in funzione gli impianti, salterebbero la stagione invernale e tutte le attività turistiche e sportive che fanno perno su quell’impiantistica. Non essendo tecnici esperti del settore, non sappiamo quanto tempo occorre per visionare e per rendere agibili le due funivie, ma, certo, farlo a inizio dicembre, non pare affatto una scelta intelligente. Sapendo che erano oltre cinque che gli impianti di risalita mancavano di manutenzione, l’interevento chiesto alla Regione con l’acqua alla gola, poteva essere chiesto a tempo debito. A rileggere come è nata la società Funivie del Molise, come è stata gestita e con quali risultati, si ha la misura dell’approssimazione, dell’improvvisazione e delle difficoltà che l’hanno contraddistinta, non escludendo il ruolo e le responsabilità della Regione che in quella società ha investito ingenti risorse finziare (soldi pubblici) e in quella società ha nominato gli amministratori, senza verificare se erano in possesso delle qualità manageriali necessarie. L’affitto degli impianti di risalita di Campitello al privato è stata la soluzione di emergenza, dal chiaro carattere di provvisorietà, ma necessaria per non dichiarare il fallimento. Così come il soccorso di 70mila euro per le funivie di Capracotta va considerata altrettanto una soluzione di emergenza, anche qui per non dichiarare il fallimento. Cosa che avrebbe mandato in bestia il sindaco Candido Paglione, coautore, con Funivie Molise, della richiesta di soccorso. Il malevolo di turno, riferito agli amministratori regionali,  dopo aver passato in rassegna la sanità, l’ambiente, i trasporti, la produzione di energia e la programmazione, si lascerebbe andare  all’amara considerazione: un fallimento in più o in meno non sposterebbe di un millimetro il disastro.

Dardo

 

 

 

 

 

Di Dardo

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