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18/12/1963 – 18/12/2016, la forza per la seconda autonomia

di Giuseppe Saluppo

La nascita del Molise, come regione, porta la data del 18 dicembre 1963 quando il Parlamento italiano si espresse con il voto. Oggi? E’ possibile ancora festeggiare? Cosa resta del lavoro fatto nei primi venti anni di politica febbrile che ha consentito lo sviluppo della regione? Come porsi, infine, dinanzi a tutti i traguardi che sono stati dilapidati, mangiati?Innanzitutto, bisognerebbe lavorare intorno a una nuova ossatura istituzionale della Regione. I consiglieri regionali che, pure, hanno plaudito all’intitolazione dell’aula all’onorevole Florindo D’Aimmo che di quel processo di autonomia fu soggetto attivo per, poi, condensare la sua visione di Molise nel primo e unico Piano di sviluppo regionale, ne hanno dimenticato le esperienze e le linee impostate. Oggi vivono nel grigiore della logica del piccolo potere, dei piccoli interessi, delle piccole rendite di posizione. La politica vera, invece, deve avere il coraggio di essere spietata nei confronti di chi ci vuole schiacciare. Di chi intende, oggi, sopprimere anche la Corte d’Appello e chiudere, di fatto, il Molise. E avere la forza di immaginare un nuovo Molise, con una nuova ossatura istituzionale. Il dramma è che ci troviamo dinanzi ad una politica di Cacasotto  ammantata di moderazione, di equilibrio e di prudenza con l’unico  desiderio: che tutto rimanga uguale, che tutto rimanga immobile, che tutto si conservi in eterno. Azzeccagarbugli. Avvocati di se stessi che proteggono uno stipendio, un conto in banca, una casa, una macchina con autista. Che proteggono i loro piccoli poteri, unti di favori e compromessi. A chi importa che viene cancellata l’identità di un popolo?  Eppure, “Le piccole patrie” oggi hanno le potenzialità per tornare a giocare una vera partita sullo scacchiere sempre più in mano ad una depravata finanza. Tutto ciò ci impone di prendere atto che una fase storica si è conclusa e che diventa necessario attrezzarci per tempo al fine di dare vita ad una nuova, più difficile ed esaltante fase: quella della seconda autonomia. E’ una sfida importante per il Molise e per tutti i molisani, al di la delle appartenenze e di quant’altro se non vogliamo tornare ad essere la costola di qualche altra regione o, peggio, doverci sistematicamente presentarci col cappello in mano. Ripartire all’avventura: senza paura, senza zavorre. E senza scartoffie. Non è tempo dei Cacasotto. Non è tempo di Azzeccagarbugli. È tempo di politica capace di indicare la strada per la speranza ancora di un domani.

 

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Gennaro Di Giuseppe

    Uno degli errori più grandi che il Governo abbia potuto fare. Avete visto quanto siamo cresciuti, quanto ci siamo meritati la nostra autonomia? Se non lo avete visto, vi faccio un disegno.

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