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#vengoconquestamiadirvi

di Franco Di Biase
In quel tempo, siccome c’era poco da parlare, tutti si buttarono a parlare del balcone. Il balcone era diventato il “caput mundi” della politica molicampobassese. Fu una lotta molto dura. Da una parte quelli vecchi che sarebbero saliti sul balcone anche con una corda, dall’altra i nuovi padroni del contado che non volavano far salire nessuno. Io vi dirò l’anno prossimo con chi ero d’accordo. Lo dirò l’anno prossimo perché quest’anno è tutta ‘na cosa arrangiata uno l’ha organizzata, un altro la doveva gestire. L’anno prossimo avremmo potuto vedere e se fossero rose che sarebbero potute fiorire. Oppure cachi che sarebbero potuti …. maturare. Nella speranza che le rose, se volessero farle sbocciare dovrebbero innestarle. Queste nate (elette) spontanee davano qualche problema logistico. Logistico, ma problema.
Quindi sulla logistica e sul’organizzazione, sembra, che ci sia stata una “rimandazione” a settembre di personaggi ed interpreti, e questo lo vedremo a settembre…”… andiamo è tempo di migrare …”…. mi porto avanti con il lavoro. Metto in mezzo D’Annunzio quando la famiglia Colantuono ha appena finito la transumanza in montagna.
Quindi la logistica da rivedere, senza fretta, aspettando settembre. Ma, d’altra parte, ancora non ci si adeguava al nuovo Governo del Borgo, quindi pazienza e sangue freddo.
Questo era il Borgo, per quanto riguarda il Contado (asse via IV Novembre/Via Genova) la fase politica era tutta LEGAta ai destini di due consigliere che avevano continui problemi di allocazione in consiglio.
È bene sapere una cosa: se si viene eletti con un “sponsor” questo sarà, nell’organigramma della Regione sino alla fine. Esempio: mi eleggono con Forza Italia, esco da Forza Italia per fondare il gruppo di comunisti attivisti milanisti ma nell’organigramma del consiglio regionale resto sempre nel gruppo di Forza Italia. La volontà popolare resta salda.
Passato questo inciso “attuale” ritorniamo “al passato”, stavamo parlando del Contado. Il contado, per il tramite del suo presidente regolarmente e democraticamente eletto, aveva generato la vincita dell’avv. Spilungone al borgo. Siccome il primo candidato non era simpatico a molti, per non indispettire nessuno il presidente del Contado scelse una persona diversa e tutti furono d’accordo. Importante era non far saper al CAPITANO che il sindaco del borgo non era più il suo. Importante era la bandierina. E così si andò avanti. Quindi si scelse un sindaco … si scelse un sindaco. PUNTO!
Dopo la scelta del sindaco, il popolo sollevò le matite copiative e ribaltò di brutto il risultato del primo turno dando le chiavi del borgo all’avvocato spilungone. Che siccome era pure secco, lo avevo votato, ma mi stava antipatico. Mica poteva starmi simpatico uno alto e magro. Eh Scusate!
Ritornando al Contado, la scelta del candidato alla carico di Capo del Borgo fatta dal centrodestra, era la classica scelta fatta dalla politica in quel periodo. In politica non esistevano più non solo le scuole di partito, ma nemmeno i partiti. I votanti erano come i commensali di un pranzo di nozze, si accorgevano se il menu era stato preparato per tempo o all’ultimo momento. Proprio questa teoria dell’ultimo momento, la teoria degli sfaticati della politica, la politica dei politicanti pervasi dalla paura che possa nascere qualcuno che gli fotta il posto, questa è la politica che hanno combattuto i campobassesi in questa fase. Stessero attente quelle persone che fanno salti carpiati in consiglio regionale. La ruta gira e speriamo giri resto. Abbiamo bisogno di essere governati, non di assistere a beghe di basso livello.
Statevi arrivederci

Di admin

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2 commenti

  1. È vero, ma è altrettanto vero un altro punto, che in tanti non vogliono vedere: Campobasso viaggia sempre sul suo personalissimo binario. Questo è un dato di fatto. Poi, se vogliamo dire che c’è un sole che spacca le pietre mentre fuori il cielo è nero e sta tuonando, possiamo dirlo. Il ribaltone del ballottaggio deve fare molto pensare, e temere. Temere che il campobassano medio non abbia cognizione di quello che fa, non riconosce idee ed orientamenti dietro ad una persona, dunque vota tutto e il contrario di tutto. Un giorno lessi un articolo su un quotidiano locale che aveva intervistato il commesso di un supermercato, il quale aveva votato la D’Alessandro al primo turno e Gravina al secondo. Motivazione? Nel centrodestra molisano, a suo avviso, erano confluiti troppi venduti di sinistra saliti sul carro del vincitore. Può essere vero, ma allora perché questa percezione non c’è stata in prima battuta? Rimane in ogni caso un punto fermo: al primo turno il nostro concittadino ha votato chi ha una visione del mondo, al secondo chi ne ha una completamente diversa. La coerenza dove è andata a finire? E così dicasi per tutte le altre centinaia di cittadini che si sono pronunciati analogamente.

    • In prima battuta i “maestri saltafossi” della politica campobassano hanno fatto veramente campagna elettorale. Prova ne sia il numero dei voti riportati. È gioco forza che quando si fa la campagna elettorale in prima persona si chiede di votare anche per il proprio sindaco di riferimento. Al ballottaggio, non esiste altra spiegazione, i candidati non sono tornati dagli elettori a chiedere il voto per il sindaco di centrodestra. Gli elettori si sono sentiti liberi ed hanno votato secondo coscienza. Votando la persona che ritenevano migliore, ma anche più conosciuta….chi la canosce a chella….come se non essere conosciuta fosse una colpa

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