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#vengoconquestamiaadirvi Pago con Bancomat, con Carta di Credito, o con benevolenza di chi SIGGE?

di Franco Di Biase

In quel tempo si doveva combattere l’evasione fiscale. Ancora una volta il governo centrale aveva scommesso sull’evasione fiscale per ridare linfa al paese. Il nostro Paese era a confine con la Svizzera, ospitava San Marino ed aveva all’interno della capitale lo Stato del Vaticano. Erano tutti paesi “stranieri” che erano molto propensi a far depositare fondi italiani sottratti alle grinfie della gabella centrale. La cosa, che si chiamava evasione fiscale con esportazione di capitali all’estero funzionò egregiamente per anni ed anni. In maniera più o meno rocambolesca, dagli spalloni ai doppi fondi dei bagagliai delle auto gli italici evasori avevano trovato il modo di occultare quanto evaso. Sono partito dalla fine per poter dire che, poi, a più riprese, vari governi si erano inventati delle vendite di “indulgenze” che magari niente avevano a che fare con la religione, ma funzionavano. In pratica vari Governi avevano proposto agli evasori incalliti e specializzati, di poter riportare i soldi in Italia pagando, all’inizio, quattro spiccioli di multa. Oltre i quattro spiccioli di multa si aveva diritto anche ad un condono tombale sul pregresso fiscale e, se richiesto, due lavatrici, un televisore al plasma ed una bicicletta con cambio Shimano, due bici in caso di figli adolescenti.
Nessuno, invece, non si è mai chiesto da dove provenissero i soldi che formavano i condoni fiscali e poi, per non far capire niente ai poveri italiani, la “voluntary disclosure” (collaborazione volontaria), i soldi da dove venivano? Sicuramente e certamente da evasione fiscale. Avete presente quando il professionista o l’artigiano vi dice: “..solo un controllo”…paffete e si ficca in tasca il vostro cinquantone, nella migliore delle ipotesi, sennò erano due cinquantoni … quei cinquantoni, èpoi, finivano in un cassetto, una cassaforte e raggiunto un certo importo venivano versati in banca. Maramalda, però, fu la normativa sull’antiriciclaggio. Qualche dannato Governo variò la forma di circolazione forzosa del denaro. Le norme antiriciclaggio, in vari momenti, portarono il limite massimo per pagare in contanti a 999,99 euro, a mille scattava la tagliola per l’evasore. Il ministro Bersani, dite quello che volete, ma uno dei migliori ministri dell’economia che abbiamo avuto, aveva sentito bruciato su questo fatto ed in DEF aveva fatto inserì il pagamento obbligatorio della parcelle dei professionisti, ma anche degli artigiani, con metodi tracciabili (assegni, bonifici). La presa di posizione di Bersani provocò un afflusso superiore di liberi professionisti ed artigiani presso le casse delle banche. Fermo restando che chi incassava in contanti in banca non ci andava. Poi cadde il Governo Prodi, arrivò, tornò, Tremonti come ministro dell’economia e come prima cosa tolse la tracciabilità dei pagamenti per qualsiasi importo. Punto ed a capo con le possibilità di evasione.
Il Governo Conte vorrebbe combattere l’evasione e stanno pensando di introdurre pagamenti con bancomat e carte di credito. Dando al pagatore dei benefici sul pagamento tracciabile.
Teniamo conto che in Italia l’85,9 delle transazioni viene effettuata in contanti, contro una media europea del 78,8%, in Europa transano in contanti Malta e Spagna con l’87%, Grecia e Cipro con l’88%, la Germania con l’80%. In contraltare abbiamo l’evasione fiscale e ovviamente the “winner is” vediamolo da questo link del sole 24 ore.

https://www.ilsole24ore.com/art/gli-europei-evadono-225-miliardi-giorno-record-pro-capite-danimarca-italia-esclusa-ABOyjliB

Paese Evasione pro capite Paese Evasione pro capite
Italia 3.156 Paesi Bassi 1.290
Danimarca 3.027 Spagna 1.289
Belgio 2.676 Slovenia 1.260
Lussemburgo 2.657 Lituania 1.088
Malta 2.059 Portogallo 1.072
Finlandia 1.934 Estonia 1.043
Grecia 1.847 Slovacchia 996
Francia 1.739 Ungheria 942
Svezia 1.687 Polonia 900
Media Ue 1.634 Lettonia 863
Germania 1.529 Croazia 842
Austria 1.468 Rep.Ceca 833
Irlanda 1.449 Romania 824
Cipro 1.402 Bulgaria 544

Abbiamo un’evasione fiscale al doppio della media europea e la vogliamo combattere, secondo la volontà del governo con le cerbottane e le “cuppetielle” quelli che facevamo da bambini per farci la guerra tra di noi. Proporre ad una persona di recuperare il 7% di bonus per il pagamento tracciato, non può competere con l’artigiano e/o professionista che immediatamente rilancia: “pagami in contanti e non ti faccio pagare l’iva!”. Lo stato vuole farti guadagnare il sette per cento, fra qualche mese, io ti faccio guadagnare immediatamente il 22%? Vuò terà? Si diceva da ragazzi con i motorini.
Significa che se pago in contanti ne risparmio, per esempio, su seicento euro 132 se invece decido di pagare con bancomat ne risparmio 51……vogliamo ridestare dal sonno eterno le nostre maestre delle elementari per farci spiegare la differenza? Non credo sia il caso. Il problema lo hanno capito e risolto anche i mie due pesci rossi, quelli che stanno sul camino a casa mia.
Parto sempre dalla convinzione che il sistema statunitense possa essere uno dei migliori per combattere l’evasione. Ricordiamo che Al Capone lo arrestarono per evasione fiscale, non per gli omicidi commessi. Il sistema statunitense, Trump a parte, merita di essere preso in considerazione.
Nel calcolo della tasse da pagare, come sappiamo, chi ha il reddito più basso paga di meno, volendo estremizzare, ma come si arriva al reddito più basso? In Italia omettendo di fatturare, tanto mica tutti possono scaricare quello che incassano. E se invece dessimo la possibilità a tutti di potere scaricare la fattura del professionista nella dichiarazione dei redditi? Di colpo la fattura a avrebbe un potere “di scarico” pari all’aliquota marginale di ognuno di noi. A quel punto non sarebbe più appetibile un artigiano/libero professionista che ci propone di risparmiare il 22% dell’iva, fammi la fattura, sig. evasore, che lo Stato mi dà la possibilità di scaricarmi tutto. Per ogni fattura pagata abbasso il mio reddito, ma aumento il reddito di chi emette la fattura. Si pagherebbe tutti e, magari, si pagherebbe di meno. Finirebbero, potrebbero finire, la tasse che stanno affliggendo le case ed il settore immobiliare. La gente non compra più case perché la casa si vede e non si può chiudere in cassaforte, di conseguenza lo Stato te la tassa. Tutto questo “bel” discorso, tuttavia, in Italia non verrà mai affrontato. Portando l’Italia ad un sistema fiscale del genere finirebbero gli utenti finali dell’iva. Tutti faremmo un dichiarazione iva e gli utenti finali andrebbero sicuramente a credito con rimborsi eccezionali. Aumenterebbero gli introiti delle dichiarazioni, per esempio, irpef, ma non con la stessa costanza dei versamenti iva. L’iva alle volte viene versta mensilmente. Per poter arrivare ad avere un sistema “a giro” si potrebbe aver bisogno di qualche anno. Lo Stato potrebbe stare quale anno incassando meno tasse o non incassando per niente.

Di admin

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