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#vengo con questa mia a dirvi: Isse, Essa e o Malamente

di Franco Di Biase

Nella sceneggiata napoletana, tanto cara a Mario Merola, i personaggi principali erano questi tre: lui, lei, ed il terzo antagonista, Isse, Essa, e o malamente. Anche in Molise? ovunque, tanto tutto il mondo è paese. Si sa!
Stavo ripensando ai tre cardini della sceneggiata napoletana in questi giorni, dopo aver visto un video della signora Maria Russo. Nome e cognome tipicamente molisani ma cosa fa la signora Russo?
Maria Russo è una editorialista del New York Times, si occupa di libri per bambini. Maria, la chiameremo semplicemente Maria, credo che a lei farebbe piacere, ad un certo punto decide di voler conoscere le sue origini frosolonesi, pur non avendo più parenti in vita ed “atterra” a Frosolone per conoscere la terra da dove partirono i suoi nonni. Da giornalista cerca di conoscere il territorio, ma anche le persone che lo abitano e qualcuno le parla di Carmelina Colantuono, la persona che tiene viva la tradizione della transumanza, tradizione divenuta patrimonio dell’Unesco. Non so se Maria abbia pensato di venire dal paese dei cow boy e delle mandrie per finire, o ritornare in un paese dove ancora si pratica la transumanza di mandrie con pastori a cavallo … corsi e ricorsi storici. In pratica Maria, sempre Maria Russo, la giornalista del New York Times, resta favorevolmente colpita da tutto, indistintamente, e chiede alla sua redazione di poter scrivere qualcosa sul Molise, lei normalmente si occupa di letteratura per bambini, la sua redazione le concede il nulla osta. Maria scriverà qualcosa su Frosolone, sulla transumanza e su tutto il Molise.
Maria scrive l’articolo, l’articolo sarà letto in tutto il mondo, il Molise avrà una vetrina eccezionale e tutti lo conosceranno, infatti a settembre del 2019 la transumanza dei Colantuono il tragitto della transumanza e di conseguenza tutto il Molise finiscono, addirittura, sulla copertina del New York Times.
Da molisani mai avremmo potuto immaginare qualcosa del genere, nemmeno dopo aver pregato in aramaico antico tutti i nostri numi protettori. Dopo la pubblicazione sul New York Times la notizia è diventata virale ed è stata ripresa da tutta la stampa americana. Ed anche oltre. Solo ieri, tanto per continuare a parlarne, la notizia è stata ripresa anche dal Sole 24 ore con una pagina intera. Un fatto eccezionale che la regione più piccola d’Italia avesse dei contenuti talmente pregni di tradizioni e di conoscenza che nessuno aveva mai immaginato esistessero.
Noi che ci viviamo in Molise sappiamo che questa spontaneità, questa genuinità l’abbiamo insita, è nostra da sempre, ma la conserviamo bene anche per non aver mai fatto niente nel passato. Le classi politiche che si sono succedute al timone della Regione Molise non hanno mai fatto niente per cambiare le cose in Molise. Ed ora quest’ultima classe politica, quella attuale, vorrebbe assumersi il merito dell’improvvisa “conoscenza” del Molise a livello intergalattico? Credo proprio di no.
Cari esponenti politici molisani fate mea culpa e non assumetevi meriti non vostri. Il Molise sulla copertina del New York Times ci è finito per merito di Maria Russo, l’oriunda frosolonese, giornalista del New York Times, non per altri motivi, cari politici meriti non credo ne abbiate, non prendetevene. Cercate piuttosto di incentivare questa improvvisa conoscenza che si è avuta del Molise. Gli spot sul Molise potrebbe essere utili farli trasmettere a livello nazionale, non solo locale, noi tutti molisani sappiamo qualcosa del Molise. Costa troppo farli trasmettere a livello nazionale? Metteteli sui social e fateli girare. Ci sono aziende molisane che fanno questo come mission. Con pochi euro, rispetto alla pubblicità a livello nazionale, si potrebbe avere qualche risultato. Ci sono aziende che fanno proprio questo. Contattatele, date lavoro in Molise, fate crescere questa regione.
Ho iniziato a parlare della sceneggiata napoletana … Isse Essa e o malamente, voglio concludere con un pensiero di uno dei più grandi politici mai avuti in Italia: Giulio Andreotti, una delle sue frasi passata alla storia è: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende”. Detto questo ognuno cerchi personaggi ed interpreti per questa sceneggiata molisana.
Questo è quanto. Statevi arrivederci ed ecco cosa dice Maria Russo:
Intervista a Maria Russo, giornalista del New York Times https://youtu.be/yEvPg7ZlFek

Di admin

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3 commenti

  1. Ottimo articolo .
    Bravo Francoforte

  2. Bravo Franco.
    Ottimo articolo.

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