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#vengoconquestamiaadirvi – Il Trapianto

di Franco Di Biase

In quel tempo, quello attuale, si faceva un gran parlare della donazione di organi. Voglio/posso/non voglio/non posso, ognuno di noi era attraversato da mille dubbi. Gli unici sicuri e tranquilli erano i tirchi, gli abominevoli taccagni che nulla avrebbero fatto/detto/disposto per il bene altrui a spese del proprio di bene. Tutti sapevamo, sappiamo, che donare gli organi è un atto di altruismo che si realizza nel momento in cui ci viene dichiarati morti clinicamente, come si dice con un elettroencefalogramma piatto. Quando, cioè, il nostro cervello non ha più attività elettrica, che è quella che lo fa funzionare. Oddio, se vogliamo, ci sono persone che non hanno attività elettrica nel cervello nemmeno se mettessero le dita in una presa elettrica, ma questo è un altro discorso. Per queste persone, volendo, potremmo solo organizzare dei pellegrinaggi in santuari di varia appartenenza.
Uno dei problemi della donazione degli organi, attualmente, ma speriamo ancora per poco, è l’impossibilità in Italia di accedere all’eutanasia, pratica che risolverebbe parecchi calvari di sofferenza umana e potrebbe dare un ulteriore slancio alla donazione di organi.
Il problema, comunque, è ampio ed articolato. Certamente non sono io la persona adatta a parlarne a fondo.
Ne sto parlando perché oggi mi hanno dato una notizia bellissima: un mio amico, con problemi di dialisi da oramai UNDICI ANNI è riuscito ad avere il trapianto del rene. Dopo undici anni di dialisi, dopo undici anni di sofferenze, dopo undici anni di vita condotta sul filo del rasoio, ha avuto la soddisfazione di … fare pipì. Sissignore. FARE PIPI’. Fare una delle cose più naturali una delle prime cose che facciamo prima incoscientemente e poi sempre più coscientemente. Veder il mio amico Aristide, nome di fantasia, con la mascherina a casa sua, dopo che il trapianto era andato bene e che i valori erano buoni, tutti nella norma e tutti con soddisfazione, la mia gioia è stata enorme. Enorme come quando, nell’ufficio anagrafe del comune di Campobasso sentii una ragazza che stava richiedendo la carta identità rispondere all’impiegata in modo sicuro e perentorio, dando per scontata la sua risposta, dando per inutile la domanda dell’impiegata. L’impiegata le aveva chiesto se voleva o meno donare gli organi, la ragazza rispose SI.
Un caro saluto a tutti ed un augurio di buona e lunga salute ad “Aristide”. Statevi tutti arrivederci

Di admin

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