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#vengoconquestamiaadirvi – Gruppo consiliare che va, gruppo consiliare che viene. E chi resta?

di Franco Di Biase
SESSANTASETTE, numero magico per ch si potrebbe, dovrebbe, spererebbe di avvicinarsi, magari andarci proprio in pensione.
Oggi, però, parleremo del 67 sotto altro aspetto. Non facciamo i bricconi e non aggiungiamo i due addendi che mancano e raggiungere quota 69. Lasciamo stare, andiamo avanti.
Quindi il 67 non è un numero di nessuna cabala, di nessun civico, il numero 67 rappresenta i parlamentari che dall’inizio della legislatura (marzo 2018) hanno cambiato casacca. In pratica il 6,7% del Parlamento Italiano. Quindi, per capirci, abbiamo uno sbarramento nella legge elettorale del 3% ed il doppio, più del doppio, il 6,7% decide di cambiare casacca.
Ovviamente noi in Molise non potevamo esimerci dall’aderire a questi “saldi” di politica, saldi in vigore dall’inizio della legislatura senza alcun problema. In questa legislatura dalla prima seduta consiglieri si sono dichiarati fuori dai gruppi regionali dei partiti che li avevano eletti ed hanno aderito al gruppo misto, poi un’altra, poi un’altra, personaggi in cerca di casa politica , ma personaggi in cerca della loro collocazione politica. Collocazione da variare secondo le proprie necessità, non quelle dell’Ente dove sono state elette.
La Giunta Regionale del Molise è composta da quattro assessori, assessori che si sono dimessi generando la figura del consigliere supplente. Consiglieri che entrano al posto del collega nominato assessore in maniera pro tempore. Restano in consiglio sino a quando l’assessore resta tale, se l’assessore dovesse essere revocato loro farebbero la stessa fine. E qui nascono i problemi.
Revocare un assessore per il Presidente della Giunta Regionale significherebbe entrare in un ginepraio, in un vespario di casini assurdi. Il presidente revoca un assessore, ma in pratica revoca anche il consigliere supplente. Niente di strano se fosse stato concordato dall’inizio, il problema è che in Italia non c’è niente di più definitivo del provvisorio, quindi …
Alla categoria dei politici zampettanti e saltafossisti appartengono anche i politici arrivisti e pronti a tutto pur di conquistare la “seggia” da assessore. Siamo di memoria e cultura democristiana pregnante, tutti ricordiamo quando un qualsiasi onorevole democristiano poteva far assumere un impiegato alle poste con una semplice lettera. Ecco, tutti ricordano questo e parecchi sfruttano questi ricordi per fare la propria campagna elettorale. Fatta la campagna elettorale, però, bisogna pensare come fare per mantenere le promesse, per far in modo di non essere una meteora nel panorama politico molisano, ma fare di tutto per essere eletti anche la prossima legislatura. Quindi che fare? In Molise si sono inventati quasi di tutto: dai proclami buttati al vento, alle adesioni ad improbabili gruppi consiliari che il giorno prima non esistevano. Dalla coalizione nata nel centrodestra per mandare in minoranza il Presidente della Giunta, al Presidente della Giunta che essendo poco abituato ad avere confronti politici cerca di capirci qualcosa e si batte tra i dictat da Roma che con una mano revocano Mazzuto assessore regionale, ma con l’altra non vogliono che Mazzuto sia revocato. Non lo vogliono per evitare che una delle due consigliere in quota lega prenda le redini della lega in Molise. Acciderbolina, ed adesso? Adesso si prende l’autovettura e si va in Emilia Romagna, laddove c’è il centro della politica italiana di questi giorni, dato che se Salvini perde le elezioni emiliano romagnole perde la faccia, perde la credibilità. Allora, siccome Salvini in Emilia deve stare, ecco che ci vado e porto nella borsa una manciata di cenere. Ottima ds usare per cospargere il capo e recitare, magari, anche qualche atto di dolore.
Io qua sto ed aspetto. Addà passà sa legislatura
Statevi arriverderci

Di admin

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