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#vengoconquestamiaadirvi Ancora sanità, ma non per molto

di Franco Di Biase

In quel tempo …. chiueva sempe. La continua pioggia ci aveva resi malinconici. Malinconici su tutto, anche sulle prospettive future.
Le nostre prospettive future erano legate al passato, come si dice ognuno è figlio del suo passato, a quel passato dove tutto era successo e niente, o poco era accaduto. A quel passato che giorno dopo giorno eravamo costretti a rimpiangere non già per gli anni che avanzavano, ma per il “non fatto” nel passato. Il “non fatto” o addirittura fatto male. Il Contado di Molise è sempre stato uno dei contadi più piccoli di tutta la Repubblica Borbonico/Savoiarda nata dopo la seconda guerra mondiale, la Repubblica uscita da venticinque anni di dittatura e da cinque di guerra. In principio si era cercato di farla sviluppare la nostra Repubblica, l’Autostrada del sole fu costruita in sei anni. Settecentocinquantanove chilometri costruiti in soli sei anni. Costruita senza gare d’appalto, quantomeno senza ricorsi al TAR per la gare d’appalto vinte da parte di chi non aveva vinto. Famosa nella costruzione dell’autostrada fu la famosa “curva di Arezzo” variante chilometrica che, sembra, volle Amintore Fanfani per far avere alla sua Arezzo il tanto agognato Casello Autostradale che, oggi, diremmo fa tanto Trendy. Sei anni e le macchine sfrecciavano sul tappetino d’asfalto. Oggi per fare sei chilometri ci vogliono dieci anni tra ricorsi, appelli, denuncie e quasi sicuramente bustarelle. Bustarelle che concorrono a diffondere il tanto famigerato NERO che non vuole essere il mantello di Zorro, ma gli importi che non esistono, meglio ancora esistono solo in contati liberi da pressione fiscale e da tutto. Adiamo avanti!
Quando ci si impiegavano sei anni per fare un’autostrada da 759 chilometri, la sanità era affidata alle mutue di ogni categoria di lavoratori: i coltivatori, i commercianti, gli impiegati statali … grosso modo funzionava e tutti avevano l’assistenza sanitaria evoluta e devoluta da impegnati solerti e governanti attenti.
Ad un certo punto si decise che la sanità doveva essere gestita a livello locale, ma soprattutto che le nomine nella sanità dovessero essere fatte dalla politica. Da questo momento in poi chiedo scusa per la narrazione “storica” dei fatti, a noi poveri e comuni mortali interessa più come siamo finiti. Con le nomine della politica ogni medico che conosceva un politico poteva “legittimamente” ambire ad un posto di primario. Da Roma giungevano i soldi per ogni capoccia di abitante residente nel Contado, e i politici amministravano detti soldi. Amministravano? Forse meglio dire spendevano i soldi, andando sistematicamente in deficit, ma tanto da Roma arrivavano altri soldi … Oremus ….. Questo era quello che succedeva, adesso? Adesso siamo, complice la forte figura di Papa Francesco ed altri “condottieri” religiosi che avevano scoperto il Molise come terreno fertile per instaurare una missione per convertire la popolazione. Eravamo giunti al punto di non ritorno. Una Giunta Regionale Capitanata da un commercialista estratto a sorte con il beneplacito e favorevole intervento di Big Gino, aveva stabilito, la giunta, di fare cose immense e bellissime, ma … niente. La Sanità del Contado era stata COMMISSARIATA. Come nella famosa passatella, pensavamo di essere padrone, invece eravamo sotte!

Di admin

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2 commenti

  1. Non ho capito la nota sui condottieri religiosi e Sul Pontefice: ma non si può scrivere in modo più chiaro, oltre che evitare di prendersela con la fede cristiana, che non c’entra un emerito nulla con la nostra vergognosa vicenda sanitaria? Se qualcuno, tuttavia, volesse chiarire, siamo tutt’orecchi.
    Il problema è un altro: i cittadini molisani dormono, la politica nostrana di qualunque colore politico -che non è neanche in grado di prendere le connotazioni delle rispettive compaggini nazionali e declina in modo del tutto personale pensiero e azione- approfitta di tale sonno e continua ad avere la spocchia di sempre. L’altra sera sentivo un noto politico nostrano difendere l’autonomia regionale: sarei voluto entrare nel monitor televisivo per fargli una sonora, sentitissima pernacchia. Vomitevole.

  2. Gianpaolo Mazzuccato

    C’è da andare su “Scherzi a parte”. Sottoscrivo il concetto di sonno della ragione appartenente a tanti di noi e alla conseguente mancanza di azione da parte degli esecutivi nostrani. Vedrete che se martelliamo con proteste, petizioni, sortite davanti a Palazzo Morta questi qua cominciano a non girare più a testa alta…

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