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#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase

In quel tempo si parlava di democrazia. La democrazia, nella provincia una volta sannita, la svolgevano in un’aula una volta chiamata Palazzo Moffa, dal nome del proprietario dell’immobile, per poi essere chiamato palazzo D’Aimmo, per ricordare il primo presidente di quella riunione democratica suprema. Suprema per quanto riguardava la piccola provincia dell’impero ottomano…governo gialloverde…..

La piccola provincia, tuttavia, pur essendo, in pratica, un condominio di Roma, aveva delle spese di gestione di altissimo livello (‘nu sacche e solde) per permettere l’uso della della democrazia. Come funzionava? Una volta effettuate quelle “sedute scolastiche” che si ostinavano a chiamare ELEZIONI, si veniva a conoscenza degli ELETTI al soglio di Palazzo D’Aimmo. In una piccola provincia la differenza con il soglio pontificio, con il massimo rispetto, era minima. Dovete sapere che una volta eletti i CONSIGLIERI, si chiamavano così ma non ho capito cosa dovessero consigliare, si recavano in un ufficio predisposto per loro e ricevevano le prime due domande. Si pensa all’indirizzo politico del proprio mandato? Beh, no! Palazzo D’Aimmo, nella persona del funzionario di turno, chiedeva all’ELETTO di turno: 1) L’indirizzo dove recapitare i telegrammi per la convocazione del consiglio (il consigliere fa il consiglio) 2) il codice IBAN per l’accredito dell’indennità…. LE SOLDE, come si diceva, ma si dice nella provincia di Molise.Superata questa ESSENZIALE fase burocratica, si iniziava finalmente a “lavorare”. Volutamente ho tralasciato l’elezione del presidente, la nomina delle commissioni, ecc.

Il consigliere, pur essendo una delle venti persone migliori nella provincia sannita del Molise (oh, aveva vinto le elezioni!!!!), non poteva certo essere Atlante, di conseguenza non poteva fare tutto da solo, aveva bisogno di aiuto. E qui si apre un mondo a parte, un mondo sotterraneo, ma alla luce del sole, un mondo nascosto, ma pronto a tutto.

Il consigliere aveva bisogno di aiuto, negli anni passati si raccontava che ci furono dei consiglieri illuminati, non dall’Enel, che assunsero nei loro gruppi dei “personaggi” che poi finirono per diventare giornalisti professionisti, o addirittura politici a loro volta.

Non era questo il caso. Oramai si ragionava “ad ore”. Ogni gruppo, ogni consigliere, si costruiva il suo ufficio ad iniziare dalla campagna elettorale utilizzando le persone di sua fiducia, giustissimo. Poi, magari, ci si faceva prendere la mano ed i gruppi si riempivano di contrattualizzati a poche ore cadauno per accontentare tutti. Nei gruppi ci si ritrovava principalmente chi doveva fare da raccordo tra il consigliere ed il mondo esterno. La funzione principale degli impiegati al gruppo, quella di essere d’aiuto, di supporto al lavoro del consigliere alle volte passava in seconda linea per far posto al lavoro del rapporto continuo con la gente. La vera e propria “politica”, ma quella intesa dagli eletti non da tutti gli altri. Parlare di popolo sembra sia troppo di sinistra.

Quindi, aumenta oggi, aumenta domani, le ore, ed i soldi per il “funzionamento” dei gruppi non bastavano più ed allora: siamo un’assemblea legislativa, possiamo fare le leggi, mica un’assemblea di condominio per decidere il colore della cabina dell’ascensore. Dunque, come si risolve? Facciamo la legge e facciamo “scucire” alla regione altri soldi per i gruppi. Potremo (potrebbero) aumentare gli addetti ai gruppi per intrattenere le persone che vanno a chiedere, il più delle volte per disperazione. Aumentando la possibilità di ricevere i cittadini si aumenta il raggio d’azione del politico di turno, mettendo seria ipoteca sulla rielezione.

Chess’è! Qua ze frije che l’acqua e chisse aumentane le spese!!

Statevi arrivederci

 

 

Di admin

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2 commenti

  1. Chiaro, come sempre e utile a chi non sa o, per meglio dire, fa finta di non sapere, come “ funziona “ !

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