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#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase

Un caro saluto, dovrei iniziare con “in quel tempo”, ma sarei fuori di capa, onestamente ci vado sempre molto vicino. Quello di cui voglio parlare non riguarda “quel” tempo, ma QUESTO tempo. Il tempo dell’informazione che viaggia sui social. Tanto tempo fa si usava dire: “l’ho sentito in televisione” dando all’elettrodomestico catodico, allora, capacità che giuridicamente in Italia sono solo della Suprema Corte di Cassazione. Siamo usciti dalla guerra e dall’ignoranza con la televisione, successivamente, quando imparammo un poco tutti a leggere e c’era qualche disponibilità di moneta, anche spicciola, si passò ai quotidiani che poi servivano anche per incartare i cespi d’insalata. Non eravamo per niente consci dei danni che potessero fare i giornali, la carta dei giornali, a contatto con la roba da mangiare. Usavamo la carta del quotidiano per tutto, compresa l’accensione di “pire funerarie” destinate alle grigliate ferragostane. Nel corso del tempo l’informazione ha trovato sempre nuovi canali per raggiungere il popolo votante. Lo scopo alla fine, ma anche all’inizio era sempre lo stesso. Quel tipo di informazione sia quella televisiva che quella della carta stampata, portava a degli incontri/scontri/dibattiti, che portavano sempre ad uno scambio di opinioni, ad una interazione con altri “bipedi umani”. Anche quella della carta stampata era una gran bella informazione, iniziava con il “rito” dell’acquisto del quotidiano, addirittura degli edicolanti offrivano abbonamenti settimanali ai propri clienti, primi esempi di fidelizzazione della clientela. Con l’informazione del quotidiano, poi, c’era sempre in agguato l’oculato di turno. Il maledetto tirchio dell’ufficio o della comitiva che ti diceva: “mi fai dare un’occhiata al giornale?” lo teneva in ostaggio per 45/50 minuti e poi te lo restituiva tutto stropicciato. Meh, queste sono memorie di chi ha una certa età e rimpiange, forse, certe cose non tanto per le cose, ma per il tempo che è passato. Si, ma ora? Eh, qua viene il bello. Ora siamo evoluti, la televisione la guardiamo in maniera digitale e su 654654984 canali del digitale terrestre, ed anche lunare, i giornali non li compriamo più all’edicola, ma li leggiamo online, facendo perdere anche la possibilità alla sig. Geltrude di usare i fogli dei quotidiani per il fondo della gabbia del canarino …. da questo si arriva a “l’articolo di fondo”? Non saprei, ho fatto scuole tecniche. Ora ci informiamo sui SOCIAL NETWORK. Su di un qualsiasi social network ognuno di noi, nel limite del decoro e della buona educazione può scrivere quello che vuole. È, devo dire, una cosa piacevole quando persone cliccano sul tuo post, così si chiama quello che scriviamo e mettono il tanto famigerato, ricercato e lusingato “mi piace”. Con tanti “mi piace” diventi famoso sui social network, che è come essere ricchi al gioco del monopoli. Tale e quale.
Onestamente credo che con il social network, alle volte ci siamo un attimo fatti prendere la mano. I social li troviamo su internet, come tanta altra roba, trovare qualcosa su internet, nella memoria di qualcuno, molti, è come scoprire il sacro Gral, o le tavole delle scritture. Senti dire “l’ho letto su internet” equivale a quel discorso “cassazionista” che facevo all’inizio per la televisione degli anni sessanta. Su internet, ma sui social, ognuno posta quello ce vuole e spesso le persone non approfondiscono e si informano solo per titoli. Informarsi per titoli potrebbe andare non male e avessimo tutte le notizie sempre sotto controlla, ma così non è, non può essere e quindi si scambiano notizie vecchie con notizie fresche, alle volta anche viceversa, ma solo per le persone che stanno avanti rispetto agli altri. Informandosi sui social si assistono a persone che scoprono che Pertini è il presidente della repubblica, non avendo aperto il link non hanno potuto vedere che era un articolo del 1978. Alcuni sono convinti, per averlo letto su internet, che Lucio Dalla (mi scuserà) ha fatto un concerto ad Udine, e si meraviglierà quando qualcuno gli farà vedere un altro link dove si parla dei funerali di Lucio Dalla. C’è chi ha visto apparire varie figure religiose e chi è convinto che a Napoli ci sia il re, visto che c’è “Palazzo Reale”. Che dire? Vogliamo tornare a comunicare faccia a faccia per cercare di scambiarci opinioni e pensieri? Ragazzi che partono dal presupposto che si “informano” su face book, prestassero attenzione: aprire i link solo di fonti affidabili e leggerli tutti, son solo i titoli. Tenendo anche presente della data di pubblicazione. Così, giusto per sapere se il prezzo delle patate letto su “internet” sia lo stesso del negozio sotto casa. Miracolo della globalizzazione.
Internet o no: statevi arrivederci, sempre un piacere stare su questo sito di internet

Di admin

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