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#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase

In quel tempo decisero di far nascere la ventesima regione d’Italia. La fecero piccola, era finita la terra, ma gli amministratori di allora ne furono contenti. Avevano scoperto che invece di quattro deputati potevano avere trenta, allora, consiglieri quasi allo stesso “prezzo”….nu sacche e solde au mese, e iamme belle….
Sin dalla nascita della ventesima regione si era capito che la nostra regione era piccola, ma allora pompavano soldi a iosa da Roma e quindi andava bene così. Un aneddoto: i geometrei di una comunità montana presentarono a Roma, alla Cassa per il Mezzogiorno, il progetto di un acquedotto rurale. Il Progetto fu preso in seria considerazione dal presidente dell’allora cassa anche per i buoni uffici che l’allora presidente del consorzio di bonifica di II grado del Molise aveva operato.
Il presidente del consorzio molisano era quel Vittorino Monte tanto preso in giro da un punto di vista grammaticale. In quell’occasione il presidente della Cassa disse a Vittorino, posso permettermi di chiamarlo così visto che era un mio prozio, che la Campania avrebbe fatto di tutto, ma ci sarebbe riuscita, a prendere l’acqua del Matese, cosa che puntualmente come sappiamo avvenne. Il presidente della Cassa, dicevo, in quell’occasione disse a Vittorino Monte: “Vittorino i soldi ora ci sono, fate la domanda. Si dovrà traforare il Matese se voi ce lo chiedete facciamo un traforo più grande ed oltre i tubi per l’acqua ci potremmo far passare anche il traffico veicolare”.
Zio Vittorio, come lo chiamavamo in famiglia, cervello fino di persona abituata a lavorare, capì immediatamente il vantaggio che avremmo potuto avere nel poter arrivare in cinquanta minuti a Caserta e magari in un’ora a Napoli e riportò la “soffiata” ricevuta all’allora consiglio Provinciale. Era più o meno il 1968 ed il consiglio provinciale di allora equivaleva come dimensioni almeno a quello regionale di oggi. I fulminati politici di allora, non sono riuscito a trovare il contrario di “illuminati” immediatamente ammazzarono l’idea sul nascere erigendo cavalli di Frisia all’idea malsana della galleria che “…. avrebbe portato i DELINQUENTI da Napoli” nella nostra tranquilla terra.
Questo aneddoto mi è stato raccontato qualche anno fa da uno dei geometri presenti all’incontro, non ho potuto chiedere pareri a zio Vittorio perché purtroppo ci aveva già lasciato.
Dunque nel 1970 avremmo potuto avere una galleria che attraversando il Matese ci avrebbe portato a Napoli in poco più di un’ora. Una possibilità tale poteva sicuramente dare uno sviluppo nuovo e maggiore alla nostra terra, ma avrebbe potuto favorire anche i campani nel voler/poter visitare la nostra terra. Lasciamo perdere i delinquenti, restituire quarantanovemilionidi euro in ottanta anni non mi sembra una cosa tanto lecita.
Quindi passano di colpo questi cinquanta anni, noi continuiamo a vivere nel nostro eldorado di fisse mentali ed intanto il mondo va avanti. In che modo? Ci pensavo ieri mattina dopo aver incontrato un amico neo pensionato che questa estate si è dedicato anima e core, a “rosolarsi” sulle spiagge molisane per tutta l’estate, pur potendo fare ancora qualche giorno di mare è tornato a casa per progressive chiusure, effetto domino, delle attività commerciali sulla costa. “se n’n te può piglià manche nu cafè…..” è stato il suo amaro commento dopo avermi detto della bella estate vissuta da neo pensionato.
Quindi le attività commerciali sulla costa, dove c’è il mare, per il dieci di settembre sbaraccano, ma prima del primo luglio non aprono perché, come dicono, non c’è nessuno. Facciamo a cercare di capirci: in economia è la crescita della domanda rispetto all’offerta di bene che fa crescere il prezzo, nella vita di tutti i giorni è l’offerta del bene che porta alla creazione del mercato. In pratica succede che se stai con la saracinesca abbassata chi vuoi che venga a prendere il caffè da te?
Il racconto del mio amico neo pensionato ha fatto “scopa” con il ricordo del possibile traforo del Matese per farmi capire che negli ultimi cinquanta anni l’unica cosa cambiata è stata la nascita del Consiglio Regionale.
Sempre amareggiato, ma contento di aver “abbaiato alla luna” un’ennesima volta vi saluto.
Statevi arrivederci

Di admin

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