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#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase

In quel temo si doveva votare, si doveva scegliere chi ci mettesse le tasse. Avevano scoperto un modo “democratico” di scegliere chi ci mettesse le tasse, parlavano di elezioni primarie, elezioni che quell’anno non si potettero fare per tempo, a sinistra, e per volontà a destra. Anzi a destra, in ottemperanza al pensiero della vecchia corrente dorotea si inaugurò la teoria dell’arruffianamento romano. In pratica il futuro volenteroso (per sua volontà) candidato sindaco prese il treno per Roma, in assoluto silenzio e si recò dal suo capo politico per dire: sono la scelta migliore, il tuo partito deve crescere in Molise, devo essere candidato io, sennò ci “legano” le due consigliere regionali fuoriuscite, fuoriuscite dopo che si erano accorte, dopo un anno, che “qualcuno” aveva fatto l’assessore al posto loro.  Il capo della Lega, in ossequio al pensiero leghista, pensiero che prevedeva l’autonomia dei territori rispetto a Roma ladrona, decise, a Roma, di inciuciare con Fratelli d’Italia e Forza Italia per far fuori gli altri candidati sindaci del centro destra a Campobasso. Gli altri candidati, venuti dal territorio, si adirarono (inca…volarono) ma non ci fu niente da fare. Il saltafossismo del candidato della Lega fu ritenuto idoneo alla candidatura e si andò avanti. A quel punto bisognava fare le liste. Fu molto complicato in quanto i saltafossisti di professione, assessori sia a destra che a sinistra, ritenevano il professore candidato non di loro gradimento, e quindi decisero…..vedremo cosa. Intanto la macchina delle votazioni si era messa in moto, la gente aspettava le cene elettorali in media quattro a candidato con una circa 200 partecipanti per volta, cene dove poter dare libero sfogo a quello che era il gran desiderio della politica campobassana. Colonna sonora delle serate fu dichiarata la famosissima canzone del compianto Benito Faraone: TURNAME VEVE CA LU VINE E’ BUONE! Oltre le cene in campagna elettorale raccolse consensi, e poi voti, anche chi per professione raccoglieva campioni ematici, chi serviva egregiamente i suo clienti, chi poteva essere sempre utile nel suo ufficio….quasi mai nessuno che si ritenesse capace di svolgere il compito di consigliere/assessore, si votava chi ti invitava a cena ma anche le cosiddette “brave persone”. Che brave erano brave, ma alle volte non capivano una cippa. Poco importava se poi in consiglio comunale mai avevano aperto bocca. Il dibattito democratico è per chi non ha niente da fare, noi dobbiamo andare a cena.

Per desso mi fermo, seguono aggiornamenti

Statevi arrivederci

Di admin

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