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#vengoconquestamiaadirvi

DI Franco di Biase

Sono sempre stato convinto che quando ci sia un chiaro vocabolo dialettale ad individuare qualcosa, quel qualcosa entri a pieno titolo nella storia, nella vita della comunità.
Per esempio: le mmecce per indicare le ginocchia, u cutine per indicare uno stagno, la vettura per indicare la bestia da soma … CUORPE SDOMENE per indicare il Corpus Domini.
Diversamente non poteva essere per la comunità di Campobasso. Con il Corpus Domini i nostri antenati ebbero la possibilità di parlare delle sacre scritture senza l’ausilio di “Ze Preute”, potevano farlo da soli, farlo con riferimento certo e visivo. Potevano parlare del sacrificio di Abramo per averlo visto rappresentato, non come nella Bibbia dove lo leggeva Ze Preute.
Fu così che fu creta la sagra dei MISTERI, macchine sorrette da uomini, con altri uomini sopra, che narravano le scene del vecchio e del nuovo testamento. Ancora non si è capito quale entità celeste non fece urlare al sacrilegio nel vedere per la prima volta le macchine del Di Zinno lo “Zio prete” di turno. Parroco d una chiesa sperduta del Regno delle Due Sicilie. Sicuramente stavamo meglio di adesso, ma questo è un altro discorso.
Come da buona tradizione dell’Italia del sud, ad ogni evento/festa/ricorrenza religiosa è d’uopo affiancarci una bella e corposa festa civile con canti balli, ricchi premi cottilon, difficile immaginare che nel 1800 potesse venire un cantante di grido oltre i sempreverdi. Si racconta che Nicola di Bari ed Al Bano litigarono violentemente per chi dovesse esibirsi in piazza prefettura al Corpus Domini del 1859. Ma erano altri tempi.
Passata la fase musicale del Corpus Domini, ogni anno c’è il giallo sul “chi viene quest’anno al Corpus Domini”, si passa alla fase ludico/commerciale/alimentare/birraiola della festa.
Da bambino, ovviamente affascinato dalle bancarelle di giocattoli, per poi affascinarmi a quelle dell’utensileria e ferramenta, sentivo mia madre e mia zia chiedersi: “qual sarà la novità di quest’anno?”. In effetto ogni anno arrivavano a Campobasso carovane di ambulanti con delle novità. Le novità erano: le scatole per l’armadio, scatole che si smontavano e rimontavano, le padelle non aderenti, i sacchi per riporre piumini e giacconi sottovuoto …. Oggi diremmo un’Amazon, una Ebay a cielo aperto dove la massaie più brave e sfrontate riuscivano a spuntare prezzi migliori.
Al giorno d’oggi vogliamo chiederci cosa rappresenta Corpus Domini per la città di Campobasso?
Ci sono voluti anni per far uscire gli ingegni da magazzini comunali polverosi e bui. Anni per metterli in un locale degno della propria storia e della propria importanza. Anni per far capire ai campobassani, depositari tutti della sagra dei misteri, che i misteri prima di essere patrimonio (eventualmente) dell’umanità, sono patrimonio di Campobasso. Nel giorno di Corpus Domini, detta in maniera “sanitaria” abbiamo una “mobilità attiva” che porta in città un fiume di gente. Persone che provocano un’entrata di ricchezza in città, ricchezza che normalmente entrerebbe nel corso di un anno. Commercianti che aspettano il Corpus Domini come gli impiegati aspettano la tredicesima.
Questo è il Corpus Domini, un evento unico, un evento che ci permette in qualche giorno di vedere Campobasso multietnica e proiettata solo verso la festa per eccellenza. La festa che tutti aspettiamo.
Quindi Corpus Domini rappresenta per Campobasso una vetrina unica, un evento che aspettiamo per un anno, un evento che serve per farci conoscere. Eppure siamo alle volte, i primi a snobbarlo. Nei locali campobassani, bar e ristoranti, tranne qualche rara eccezione, non troviamo mai una foto dei misteri, forse una sola pizzeria ha dedicato le pizze ai misteri, la vendita di gadget è solo da qualche abìnno che sta raccogliendo consensi, diffusione e quindi ritorni. Forse in pochissimi bar, o attività in genere, nel mese dei Misteri indossano magliette che possano ricordare l’evento. Tshirt, come nella foto, che servano a far nascere curiosità nei confronti degli avventori stranieri. Non credo che si faccia vendita di gadget online, le squadre di calcio ci fanno i soldi.
In alcuni casi ho sentito solo persone che si lamentavano della ressa di gente che nei giorni di Corpus Domini invade la città: io me ne vado la giornata di Corpus Domini, Campobasso invasa dalle bancarelle mi fa schifo. Abbiamo l’oro, ci siamo seduti sopra e nemmeno lo sappiamo.
Statevi arrivederci

Di admin

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