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#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase

Giugno tempo di esami, appena fatti, da fare esami che resteranno nella memoria dei candidati per tutta la vita. Più che nella memoria resteranno nel’angoscia di molti. Sembra che l’esame che si ricordi con maggiore angoscia sia quello degli esami di stato. La licenza liceale, il diploma, la prima prova importante della vita. Gli esami universitari, tranne alcuni incubi, scorrono via.
Mò dite voi, che c’entrano gli esami di stato con Franco di Biase che parla prevalentemente di politica? Nulla, mi piaceva scherzare per qualche rigo.
Torniamo ad essere “seri”, tra virgolette perché alle volte (?) a parlare di politica non si riesce ad essere seri, ma continuiamo a parlare di esami, perché si sa: “Gli esami non finiscono mai”, come il buon Edoardo ci ha insegnato. Quindi finito il percorso scolastico inizia quello della vita. La vita che ci pone di fronte ad esami che sosteniamo volentieri per progressioni di carriera, per licenza di caccia o per cercare tartufi ed esami che potendo non faremmo mai. Quali? Esame del sangue perché ti vedono con qualche “etto” in più, esami vari che affrontano un’interpretazione bivalente … secondo me, secondo te ….. sulla “bivalenza” degli esami voglio inserirci l’argomento di oggi: ESAME DEL VOTO!
Questo esame ha due aspetti, due risvolti pratici. Per qualcuno è invocato come una manna dal cielo, tipo due sposini che si amano alla follia e la signora sta per effettuare il test di gravidanza. Oppure come un cinquantenne che si affida all’urologo di fiducia per “sondare” la salute della prostata.
Ecco: queste sono le due categorie che dovrebbero affrontare l’analisi del voto: da una parte chi vuole sapere per sperare di migliorare le cose, e chi vuol tenere tutto coperto dalla cenere per evitare che il popolo bue capisca cosa stia succedendo.
Per esempio: scomodiamo qualcuno se parliamo delle amministrative 2019 a Campobasso? Non lo so ma chi potrebbe essere scomodato ha il mio numero di telefono … a disposizione.
Antonio Battista ha amministrato questa città con una giunta che gli fu data un dote da un management politico cui poco interessava l’equipaggio, interessava solo arrivare in porto. Per arrivare un porto furono arruolati tutti quelli che avevano pacchetti di voto. Poi se si considera che nelle liste sia nel 2014 (c’ero anche io) che nel 2019 non ho letto nomi tipo: de Gasperi, Andreotti, Natta, Pertini, ma nemmeno Letta, Berlusconi, Bersani, non so quale sia stata la “captatio” che i candidati effettuarono nel 2014 per la “benevolentia” dei cittadini e per essere eletti. Nella maggior parte dei casi i grossi portatori di voto avevamo amministrato nelle precedente sindaca tura con Gino Di Bartolomeo a capo di una giunta di centrodestra. Quindi si candidano con il centrosinistra e fanno vincere il centrosinistra. Ovviamente la sindacatura non dura solo il tempo della campagna elettorale, ma prosegue per cinque anni. Cinque anni gestiti da persone che hanno progettato per tempo, gestendo assessorati comunali sino all’ultimo momento, il loro passaggio a destra. Persone che, potrebbe darsi, abbiamo remato anche contro il condottiero dell’amministrazione per metterlo in cattiva luce. Persone che, forse, non hanno svolto il loro mandato amministrativo sino in fondo. Persone amiche che, poi, tramavano, forse, con la parte avversa.
Poi, se a questo ci si aggiunge l’assoluta mancanza di politica tra la gente, politica non fatta né dalla destra come dalla sinistra, prova ne sia la candidatura del sindaco di destra definita in zona cesarini, e le liste di sinistre non chiuse per mancanza di nominativi, il patatrac della politica al servizio della gente è servito. Gli unici ad aver fatto politica tra la gente sono stati i penta stellati che, guarda caso, hanno vinto le elezioni.
Quindi per tornare al discorso delle analisi, io da ultracinquantenne elettore di sinistra, vado a fare la visita dall’urologo. L’età c’è ed è meglio prevenire.
Statevi arrivederci

Di admin

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