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Una Piazza anche a Piersanti Mattarella. Il primato delle intitolazioni avalla il deserto di opere e progetti per la città

Un primato l’amministrazione comunale di Campobasso presieduta da Antonio Battista a conclusione del mandato (siamo vicini alla scadenza di maggio) lo avrà raggiunto e se ne vanterà. Almeno quello. Che per essere un primato di valori sociali e culturali è pensabile venga accolto da una larga platea di cittadini. I quali, però, proprio sotto la spinta delle felicitazioni per il primato raggiunto, si chiederanno perché mai solo quello e non altri. Magari meno sofisticati e più concreti che la titolazione di piazze, piazzuole, cortili, cortiletti che l’amministrazione uscente ha dedicato al Papa, alle donne, agli emigrati, ai giudici e ai politici uccisi dalla mafia. La commissione comunale che più delle altre può giustificare il numero delle sedute fatte mensilmente allo scopo soprattutto di arrivare al compenso massimo previsto dal regolamento municipale è senza dubbio quella che si occupa della toponomastica cittadina. Tra strade, piazze e cortili intitolati e strade, piazze e cortili rivisitati e modificati non ha avuto  pause. Tra i più solerti consiglieri comunali nella scelta e nella indicazione di nuove intestazioni c’è sicuramente Michele Ambrosio. Infatti è sua l’ultima proposta accolta all’unanimità dalla commissione, pronta per essere messa in atto a qualche settimana di distanza dalla titolazione ai giudici Falcone e Borsellino della già Piazza Savoia. Ad essere stato scelto e indicato come luogo adatto e significativo alla memoria dell’onorevole Piersanti Mattarella (ucciso il 6 gennaio 1980 da una mano mafiosa) è lo spazio retrostante il Palazzo di Giustizia attualmente recintato e lasciato in uso esclusivo al personale  del tribunale. Per Ambrosio quello spazio (peraltro come alcuni altri spazi recentemente intitolati privi di qualsiasi connotazione urbanistica ed estetica) è significativo ed opportuno “sia per la vicinanza alla sede municipale di Palazzo San Giorgio, sia per la valenza simbolica del massimo presidio di giustizia qual è il tribunale del capoluogo di regione, inteso anche come monito alla lotta contro le mafie e contrasto ad ogni forma di illegalità”. Che quell’area però sarebbe opportuno fosse anche migliorata esteticamente e funzionalmente è del parere lo stesso Ambrosio a conferma che la libido intitolatrice di spazi comunali sopravanza ogni altra valutazione e considerazione, tant’ è che fa quasi tenerezza la targhetta infissa a ridosso della recinzione dell’ex campo sportivo Romagnoli a ricordo della visita del Papa, per non dire della inaccettabilità della targa commemorativa di Falcone e Borsellino confusa nel guazzabuglio botanico/pubblicitario cui è stata ridotta la già Piazza Savoia. Va detto: le indicazioni fatte da Ambrosio sono state accompagnate sempre da motivazioni serie, ponderate, riferite a personaggi pubblici che hanno dalla loro parte indiscusse virtù morali e professionali invise alla mafia, come nel caso di Piersanti Mattarella, o viceversa emblematiche ed educative per le future generazioni. Meno, decisamente meno, la scelta dei luoghi e la loro riconoscibilità. Di Ambrosio però si sono perse le tracce che lo indicavano tra i consiglieri comunali impegnati in profondità sulle questioni urbanistiche, sugli abusi edilizi e sulle deroghe a costruire, sulle concessioni amministrative e sulle cessioni di legalità  che ormai fanno parte del bagaglio negativo dell’amministrazione comunale che sta per cedere il passo. Quell’Ambrosio contestativo e propositivo all’un tempo, non s’è capito perché, d’improvviso sia scomparso dalla scena municipale, né vale il recente capolino a rimetterlo in evidenza.

Dardo

Di admin

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