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Una legge regionale contro la violenza sulle donne, la convalida di Iorio, e lo show dei 5 Stelle

Consiglio regionale prenatalizio. Micone, il presidente, lo ha convocato per martedì 11 dicembre alle ore 10,30 con un ordine del giorno abbastanza contenuto e il  chiaro intento di alleggerire la discussione dei soliti orpelli procedurali e polemici. Per Iorio, riammesso in consiglio una volta assolto dalla pendenza penale che lo aveva fatto escludere dall’assemblea per effetto alla legge Severino, verrà chiesta la convalida, ma è già alla terza/quarta seduta del consiglio cui prende parte e s’è lasciato notare per alcune considerazioni politiche da cui ha fatto trasparire la voglia di voler tornare a contare e a pesare nell’elaborazione di una  politica di centrodestra riconoscibile, diversa da quella “bastarda” (per via della presenza di consiglieri e di assessori che nella precedente legislatura erano a sinistra in combutta con il Pd) con cui si sta andando avanti. Gli è toccata la presidenza della commissione retta per alcuni mesi dalla Scuncio e, probabilmente, gli toccherà un posto in giunta se davvero evolvono favorevolmente per lui gli accordi in corso per la formazione di un gruppo consiliare di pretta marca liberale. Frattanto “panta rei”, tutto scorre a Palazzo D’Aimmo. Se verrà rispettata l’iscrizione degli argomenti all’ordine del giorno il consiglio, in prima battuta, dovrebbe occuparsi della proposta di legge che vuole mettere un sigillo chiaro e inequivocabile contro la violenza sulle donne e di genere. La proposta è partita congiuntamente dal consiglio nella sua unità e dalla giunta. Approvazione certa. Ugualmente certa dovrebbe essere anche l’approvazione dell’altra proposta di legge, questa a firma di Nicola Romagnuolo, di Antonio Tedeschi, di Armandino D’Egidio, Valerio Fontana e Fabio De Chirico per stabilire (con legge) la quantificazione dei prelievi di acqua per irrigare. Varate le proposte di legge di cui sopra probabilmente il consiglio si scioglierà. Il clima prenatalizio invita ad altre incombenze. Diversamente sarà il gruppo consiliare dei 5 Stelle a prendere la scena e a testimoniare un minimo di opposizione alla maggioranza. Lo farebbe con l’interpellanza mirata ad avere chiarimenti sull’affidamento diretto alla PA Digitale Adriatica dell’informatizzazione degli uffici e dei servizi regionali by-passando ancora una volta la società informatica in house, la Molise Dati. Faccenda da chiarire, appunto, e bene fanno i 5 Stelle ad andare alla ricerca degli atti amministrativi che si portano dietro una lunga coda di polemiche e soluzioni fin troppo facili e comode per i destinatari. La mortificazione professionale della Molise Dati è stata una costante con la gestione politica di Frattura, non sembra diversa questa di Toma. Ancora i 5 Stelle,  con una mozione, e ancora una volta è un atto della giunta ad essere preso di mira: quello relativo alla nomina dei commissari liquidatori delle Comunità montane. Siamo al settimo anno e non si vede la fine dello scempio politico/amministrativo che ha eliminato le Comunità montane che in un territorio al 70 per cento montano dovrebbero essere invece presenze attive e produttive. Sarebbe stato sufficiente assegnare alle Comunità montane compiti precisi e puntuali della gestione del territorio e in tal senso dotarle di deleghe altrettanto specifiche. Sta di fatto che sono in liquidazione da sette anni e chissà ancora per quanti anni lo saranno e il personale è stato in parte comandato alla Regione e in parte il altri enti territoriali e in parte sono negli uffici a sostenere il lavoro (?) dei liquidatori. Una scempiaggine che i consiglieri del movimento 5 Stelle vorrebbero porre fine. Finora sono i commissari, regolarmente pagati, a condurre una soluzione che, a quanto pare, non trova la quadra. Gli occhi critici che dovrebbero contraddistinguere i gruppi di opposizione a Palazzo D’Aimmo li hanno solo i 5 Stelle; il duo Fanelli/Facciolla del Pd si comporta in modo ondivago: un colpo al cerchio e una alla botte, secondo utilità del momento (sono stati strenui sostenitori di Toma commissario ad acta della sanità sperando di coprire le malefatte del commissario ad acta Paolo di Laura Frattura e della maggioranza di centrosinistra), e non poca riconoscenza a Cotugno, a Micone, a Cavaliere e a Niro coi quali hanno condiviso 5 anni sotto il segno della sinistra.

Dardo

Di admin

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