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UNA BUONA NOTIZIA.  La Banca di credito cooperativo della Valle del Trigno è entrata a far parte dell’Istituto centrale del credito cooperativo (Iccrea Banca)

Mentre la politica molisana sale e scende la scala delle proprie incertezze e delle proprie contraddizioni (gli azzeramenti delle giunte alla Regione e al Comune di Campobasso e la pedissequa ricostituzione ne sono l’emblema), si risente se criticata, e si lancia nel vortice della polemica col supposto diritto/dovere di educare il cittadino elargendogli pillole di presunta saggezza costituzionale, richiamandolo all’uso della condivisione condannando ogni forma di dissenso e di contrarietà (ritenuta partigianeria e faziosità), soprattutto se figlia della valutazione critica e della libertà d’espressione e di pensiero (“vili, rancorosi, frustrati, latori di richieste irricevibili e non ottenute, grafomani in cerca di gloria e di <mi piace>, politici bocciati dall’elettorato, first ladies senza più riflettori” – by Donato Toma al consiglio regionale del 14 gennaio 2019); mentre accade tutto questo e  il clima politico/istituzionale progressivamente si avvelena, una buona notizia viene dal mondo creditizio molisano. Specificatamente  dal sistema delle Banche di credito cooperativo. Dal 10 gennaio 2019 la Bcc della Valle del Trigno è entrata a far parte dell’Istituto centrale del credito cooperativo (Iccrea Banca). Alla cerimonia di adesione sono stati presenti a Roma il presidente Nicola Valentini  che guida la Bcc della Valle del Trigno dalla sua costituzione, “unica Coperativa di credito del Molise che esce rafforzata ulteriormente dall’ingresso nel Gruppo per continuare ad essere una garanzia di inclusione sociale ed economica per tutti”, e il direttore generale Puglielli. Mutualismo bancario non più solo nell’accesso al credito, quant’anche e soprattutto nella consulenza e assistenza al socio, è stato ribadito. La Bcc molisana va ricordata anche per l’annuale appuntamento con il sistema scolastico finalizzato all’incrocio e all’orientamento della domanda (e dell’offerta) di lavoro a favore dei giovani una volta fuori dalla scuola. Pertanto, mentre le grandi banche, coi grandi deficit e le insolvenze rischiano l’osso del collo, le piccole banche hanno la forza e la capacità di associarsi e di fare gruppo per sostenere l’economia e lo  sviluppo del territorio d’influenza. Una buona notizia.

Dardo

 

Di admin

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