Home / Politica / Un lampo nel buio dell’inerzia regionale. “232 milioni di euro per nuovi itinerari alla ri-scoperta del Matese: l’accessibilità di Altilia e l’antica via del Tratturo”

Un lampo nel buio dell’inerzia regionale. “232 milioni di euro per nuovi itinerari alla ri-scoperta del Matese: l’accessibilità di Altilia e l’antica via del Tratturo”

Sullo sfondo delle grandi questioni occupazionali, economiche e produttive irrisolte, che riguardano le grandi aziende molisane da anni in crisi (Itr, Gam e Zuccherificio), per le quali da anni la Regione, il sindacato e il Governo tentano di quadrare il cerchio; sullo sfondo di “una Regione quasi commissariata in settori strategici e esautorata di poteri dagli Organi Centrali e da un Governo che non esiste più”, come firmano Franco Spina della segreteria regionale e il segretario generale CdLt della Cgil, Paolo De Socio, in cui campeggiano in bilico e rischiano di chiudersi i tavoli al Ministero per lo sviluppo economico e al ministero dell’Agricoltura sulla di Filiera avicola e dell’ex indotto bieticolo saccarifero; in cui sono in bilico e rischiano di essere perse le risorse programmate sulla mobilità in deroga (ex Ittierre); in cui sono in bilico e rischiano di svanire le risorse destinate all’Accordo di programma, e il Contratto istituzionale di sviluppo; sullo sfondo di questo insieme di problemi e di criticità che assegnano al Molise un destino carico di incognite e preoccupazioni, siamo riusciti a cogliere un lampo di luce. Abbiamo potuto leggere una determina regionale adottata dal direttore del Servizio di supporto all’autorità di gestione del Programma operativo (Fesr.Fse), nonché capo del primo dipartimento e della segretaria della giunta, responsabile di tante altre cariche e incarichi, Mariolga Mogavero, con cui integra il disciplinare di concessione del finanziamento dell’importo complessivo di 232.993,95 euro al Comune di Spinete per la realizzazione dell’intervento: “Antichi sentieri per nuovi itinerari alla ri-scoperta del Matese: l’accessibilità di Altilia e l’antica via del Tratturo – Realizzazione di una rete dei sentieri dell’area del Matese”. Progetto e finanziamento di rilievo, va detto, che rimuove forse impercettibilmente, ma rimuove, il pessimismo che contorna la giunta regionale e il presidente Toma, responsabili di evidenti carenze attuative dei programmi regionali ed europei (responsabili, anzi “irresponsabili” della stagnazione degli investimenti previsti nell’area di crisi industriale complessa che va da Boiano a Pozzilli in provincia d’Isernia), di evidenti carenze di gestione e di tempistica amministrativa. Organi peraltro assistiti da un apparato burocratico autarchico e referenziale, magistralmente interpretato dalla stessa Mogavero. Giunta e presidenza di fattura eterea, vocati alle elucubrazioni sulla ricerca di collaborazioni, solidarietà e unitarietà, e protagonisti, invece, dell’esatto contrario, come più volte sono stati incolpati dalle associazioni di categoria produttive e dalla Cgil e dalla Uil. Con la determina appena ricordata finalmente un investimento che presuppone l’organizzazione territoriale, e la valorizzazione, di una tra le più significative aree del Molise: quella del Matese, con tutte le sue prerogative ambientali, naturali, archeologiche come lo si può desumere dal titolo dell’intervento. La sentieristica tra l’altro è una delle più valide soluzioni per consentire l’accesso e la frequentazione di siti naturalistici, di località paesaggistiche, di sedimentazioni archeologiche e ambiti territoriali di marcata natura storica. Una soluzione che corrisponde perfettamente alle caratteristiche e alla dotazioni dell’area interessata, che pretende di essere conosciuta a fondo, compresa nelle sue peculiarità, e, soprattutto, vissuta. Soluzione che implicitamente chiama a sé altri interessi (economici e turistici) in grado di aumentare il tasso di attrattività e apporti occupazionali. Per chi avesse dubbi o nutrisse qualche riserva su questa iniziativa che, d’incanto, rompe lo squallore dell’inerzia regionale, può consultare la sentieristica delle località alpine e, più vicina a noi, della costiera amalfitana per capirne la portata e l’incidenza sui dati statistici relativi al turismo. Il comune di Spinete intanto ha l’obbligo di trasmettere entro 20 giorni dalla data di avvenuta notifica del provvedimento di concessione, copia conforme della deliberazione di accettazione delle condizioni di cui all’addendum al disciplinare di concessione, nonché una copia dell’addendum al disciplinare firmato digitalmente per accettazione di ogni sua parte dal rappresentante legale del Soggetto attuatore stesso. Non vorremmo ci fossero sorprese!
Dardo

Di admin

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