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Un aspetto ignoto agli amministratori regionali. La sentieristica è la risorsa del turismo di domani

La crescente domanda di un turismo alternativo a quello cosiddetto di massa, particolarmente attratto dai valori e dai contenuti ambientali, paesaggistici, storici, artistici dei luoghi vorremmo credere sia stata presa in considerazione nel programma regionale annunciato dall’assessore Cotugno nel corso della recente convocazione degli Stati generali del turismo e della cultura. In questa considerazione va  pertanto il suggerimento di legiferare in materia. Il Molise è strutturalmente e naturalmente predisposto ad accogliere e a sostenere le istanze dei cosiddetti “Turisti consapevoli”, ovvero di quei turisti che si muovono su specifiche sollecitazioni culturali e raggiungono volentieri luoghi e località in cui hanno la possibilità di appagare la ricerca della bellezza della natura, degli ambienti ecologicamente armonici, ancorché dotati di arte e di storia e intimamente integrati e vivibili. In quest’ottica dovrebbe venire spontanea una proposta di legge regionale volta a favorire la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del territorio molisano in cui la natura mantiene intonsi i suoi caratteri e il territorio i beni culturali. Vale a dire il Molise maggioritario, ma lungamente e largamente disatteso, se non addirittura violato. Riducendo il senso del discorso, esso va ad identificarsi in una legge regionale  che prenda in considerazione un turismo specifico: quello dei turisti particolarmente rispettosi dell’ambiente, attenti e sensibili alle bellezze naturali, colti e desiderosi di approfondire la storia e la cultura dei luoghi che visitano. Ebbene, la possibilità di accesso agli ambiti naturalistici, paesaggistici, storici ed archeologici di regola si dipana con sempre maggiore gradimento attraverso la scoperta e/o la riscoperta e l’allestimento di sentieri. Essi sono i primi ineguagliabili tracciati di migrazione dell’uomo sul territorio e strumento di totale immersione nella natura fuori da qualsivoglia condizionamento esterno e d’inquinamento. Percorsi la cui suggestione ha mosso in ogni epoca l’interesse dei grandi viaggiatori (la storia dei gran tour è parte straordinaria della letteratura e della saggistica: da Goethe a Stendhal a Piovene). La proposta di legge che si auspica avrebbe il merito di raccogliere le varie motivazioni che la presiedono in rapporto a quanto appena detto e, in più, darebbe un’opzione  concreta allo sviluppo di una corrente turistica strettamente collegata  ai caratteri naturali e vocazionali del territorio molisano. L’aspetto strano è nel vedere  altre Regioni sicuramente meno provviste del Molise di elementi naturali, storici, archeologici, e paesaggistici protagoniste nel considerare e nel valutare  l’utilità di un territorio predisposto organicamente a fini escursionisti in quanto dotato di una sentieristica particolarmente curata e attrezzata, illustrata con apposite mappe e pubblicazioni. Da questa loro scelta quelle Regioni hanno tratto cospicui vantaggi nel qualificare il territorio e nel diversificare l’offerta turistica, arricchendola. Il turismo di massa, il turismo “mordi e fuggi”, il turismo con poca qualità ha determinato profonde trasformazioni all’ambiente naturale, ha alterato l’equilibrio ecologico, ha devastato interi ambiti sotto la spinta di una generica domanda di svago avulsa da motivazioni culturali o anche solamente emozionali. Sicché la matrice originaria del turismo s’è snaturata e del fenomeno che si legava alla possibilità di viaggiare e di conoscere altre culture quale strumento di arricchimento personale sono sempre più labili le tracce. Le voci che invocano e sollecitano un’inversione di tendenza in direzione di un turismo soffice, diversificato nei modi e nei flussi e integrato nel tessuto economico, sociale e culturale delle località, aumentano a vista d’occhio. La Regione Molise ha molto da riflettere su questi aspetti e sulla opportunità di una politica turistica fortemente sbilanciata  in favore della valorizzazione dell’ambiente  e delle varie ricchezze storico/culturali e archeologiche che lo distinguono. Ribadiamo: una delle formule più efficaci per favorire l’accesso e per consentire la piena godibilità degli spazi ambientalmente qualificati e significativi è la tracciatura sentieristica (di montagna, di collina, di pianura), mezzo privilegiato per osservare, riflettere, godere di un rapporto corretto e soddisfacente con l’ambiente circostante. Di montagna, di collina e di pianura in cui raccogliere stimoli e appagamenti culturali, naturalistici e paesaggisti il Molise ne dispone a sufficienza per porsi seriamente l’obiettivo di una legge che faccia da volano.

Dardo

Di admin

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