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TURISMO MON AMOUR!

Ne parlano in tanti, forse troppi. Alcuni dichiarano, altri si trattengono a stento.  Il turismo è il sentimento  dei colti e degli incliti di questa regione. Ciascuno lo manifesta, quando può, con differente intensità e calore. Lo tratta la giunta regionale di Toma e Cotugno, che hanno elargito oltre un milione di euro a Sviluppo Italia Molise perché elabori un progetto turistico regionale e dei soldi faccia buon uso non esagerando in consulenze né in affidamenti (ad amici e compari). Lo tratta il già presidente della giunta regionale Michele Iorio, oggi consigliere (anomalo?) della maggioranza, autore nei giorni scorsi di una bene impostata proposta di legge riprendendo una sua vecchia idea di quando era al vertice della Regione, debitamente aggiornata con le soluzioni tecnologiche e comunicazionali offerte dalla telematica. Lo tratta l’università del Molise, esattamente il Centro Studi sul Turismo, che si qualifica “interfaccia essenziale per le politiche regionali sul turismo”. Dicendo che ne parlano in tanti, forse troppi, non abbiamo sbagliato.  Questa situazione caotica è la fotografia del Molise che chiacchiera, che si agita a vanvera, che si compone e si scompone come un meccano, che si propone a più facce, senza mai approdare ad un punto fermo, ad una piattaforma comune e unitaria su cui esprimersi con fatti compiuti. Sono decenni che accade, e non solo sulla identificazione turistica del Molise. Vale per l’industria, per l’artigianato, per il commercio, per la viabilità, per la mobilità, per l’ambiente, per l’energia, per lo sviluppo territoriale, per l’occupazione, per l’assistenza sociale, per la sanità, per tutto ciò che sarebbe utile al cittadino e il cittadino non trova. In giro, solo frazioni di programmi, spezzoni di progetti, frammenti d’idee, minuzzaglie di proposte e di richieste. Questa storia del turismo parcellizzato tra la giunta Toma, Michele Iorio, e il Centro studi dell’università dimostra lo stato di confusione in cui si muovono le istituzioni, figurarsi il resto. La giunta per creare un progetto turistico s’è affidata a Sviluppo Italia Molise che a sua volta si affiderà ai consulenti per puntare alla valorizzazione del paesaggio, della cultura, dell’archeologia: propositi triti e ritriti, soldi spesi e da spendere, e turisti con il contagocce. Nella formazione del prodotto interno lordo regionale, l’apporto del turismo è marginale ma tutti credono che possa essere la panacea. Lo crede Michele Iorio, uscito dall’anonimato, che rivendica il diritto/dovere di essere lui il protagonista del riordino del sistema turistico nato da uno schema approvato dalla giunta di centrodestra (la sua del 2013 – ndr), rivisto in base alle nuove disposizioni nazionali nonché alle esigenze scaturite dall’uso del web. “La proposta di legge – scrive Iorio nelle relazione di accompagno alla proposta di legge –  così come strutturata, si pone come obiettivo il riordino del settore turistico della regione Molise in modo moderno puntando su innovazione, formazione e competitività per sviluppare incrementi di flussi turistici e di opportunità di intrapresa, quindi in chiave occupazionale”. “Con questa proposta di legge si vuole: creare  un’unica Destination Management Organization –Dmo (ma parliamo come mangiamo e mettiamo da parte questi anglicismi! –  ndr), ossia una organizzazione senza scopo di lucro il cui compito è promuovere una destinazione turistica favorendo l’integrazione dei servizi offerti dagli operatori locali per rendere il turismo più omogeneo. Sarà la Dmo ad occuparsi della pianificazione strategica del settore turistico realizzabile attraverso la partecipazione, a questa organizzazione, di soggetti pubblici e privati; associare tutte le imprese del settore turistico, dal front line al back office (e dalli con gli anglicismi! – ndr), sul modello dei Distretti d’impresa;  innovare il settore dando una nuova mission alla Molise Dati (ohibò! – ndr); proporre un nuovo modello di governance territoriale tra ente Regione/soggetti pubblici da un lato e soggetti privati dall’altro; varare un nuovo modello di classificazione di tutte le strutture ricettive sulla base della sostenibilità, innovazione e competitività sui mercati”. Non solo  la classificazione, caro Iorio; meglio se nascessero nuovi alberghi in virtù di nuovi incentivi! Infine, il Centro studi sul turismo dell’università. Punta su tre filoni: la ricerca sul turismo applicata al territorio; l’attività editorial, con pubblicazioni relative al turismo in Molise; le iniziative volte a disseminare i risultati delle ricerche e a rafforzare la consapevolezza del patrimonio territoriale da valorizzare e gestire per un effettivo sviluppo del turismo. Qualcuno provvederà a metterli d’accordo? Diversamente, continueranno e continueremo a palarle di turismo. A vuoto.

Dardo

Di admin

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