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Turismo e cultura cardini del Molise del Terzo Millennio (a parole)

Scelta di campo della Regione Molise: puntare forte su turismo e cultura in tandem, per creare  un progetto di crescita economica e di  valorizzazione della storia, dei reperti archeologici e architettonici, delle tradizioni molisane in chiave prevalentemente turistica. Finalmente, sarebbe il caso di dire, ma non conviene lasciarsi andare a moti di soddisfazione perché sono troppe le delusioni patite sulla proposta regionale che ha compreso il turismo, massimamente, e, in subordine la cultura, tra le priorità programmatiche. Potrebbe accadere anche questa volta essendo gli annunciatori di una nuova stagione turistica e di una nuova frontiera culturale gli stessi già passati per la trafila, senza alcun risultato concreto. Il tentativo comunque va seguito con attenzione e, se del caso, fatto oggetto di sollecitazioni e riflessioni negli inevitabili momenti di stanca dell’iter progettuale annunciato con larghezza di ottimismo da Vincenzo Cotugno. Una larghezza eccessiva, che ha furbescamente evitato di dire dettagliatamente dell’organizzazione regionale che dovrà sorreggere, assecondare e realizzare il progetto di portare i valori turistici e culturali del Molise a livelli riconoscibili in Italia ed esportabili all’estero. La Regione amministrata da Paolo di Laura Frattura e da Vicenzo Cotugno in versione politica di sinistra, ricordiamolo,  ha chiuso gli Enti provinciali del Turismo ed ha sostanzialmente snobbato le Pro Loco, ovvero gli strumenti storici territoriali che per decenni hanno fatto ciò che hanno potuto in materia di turismo e di promozione turistica, tenuti strettamente al guinzaglio dalla Regione. Gli Enti provinciali del Turismo soprattutto in archivio hanno atti, documentazioni e dimostrazioni della loro capacità di guardare lontano, di promuove e di realizzare opere, eventi e manifestazioni di richiamo sul Molise. Campitello Matese, a valere per tutte le altre dimostrazioni della visione programmatica dei tempi in cui a capo del turismo v’è stata la intelligenza, la cultura, la volitività, l’entusiasmo, l’autorevolezza e la concretezza di Franco Ciampitti. Suggeriamo a Cotugno di leggere ciò che sul turismo molisano e come valorizzarlo ha lasciato scritto Ciampitti, la cui valenza creativa e programmatica è attualissima, se letta e interpretata scevra del dilettantismo e dell’improvvisazione che negli ultimi anni hanno contraddistinto la politica turistica e culturale posta in essere dalla Regione. La scempiaggine politica e amministrativa  connessa alla eliminazione degli Enti del Turismo senza alternativa, è già storia documentata che nessuna furbizia dialettica può occultare. La Regione Molise ha un assessorato al turismo a scartamento ridotto come ridotto è il suo know how (d’altronde cosa ha generato, creato e realizzato che possa valere un giudizio diverso?). Così strutturato, il turismo molisano non ha altra strada da imboccare che quella dell’iniziativa e degli interessi privati. La componente privata sarà dunque prevalente e condizionante, sulla cui affidabilità e capacità si reggeranno il presente e il futuro turistico e culturale del Molise. Speriamo bene. A sua volta, la componente pubblica, così operando, attesta a se stessa la propria inadeguatezza scientifica, professionale, e culturale per fare da polena. D’altronde, le avvisaglie sono già in essere e la mano pubblica, soprattutto nel controllo e nella disciplina delle attività ricettive e del tempo libero, è talmente leggera da risultare impalpabile. La qualità degli alberghi, dei camping e di tutte le altre forme di accoglienza e la loro classificazione, di fatto, sono state  demandate agli stessi operatori. Un controsenso senza pari, che solo la sbadataggine amministrativa molisana è in grado di accettare e tollerare. Sul fronte della promozione, della pubblicizzazione e della diffusione dei beni turistici e culturali siano sostanzialmente all’anno zero. Né è stato detto finora l’entità delle risorse finanziarie che saranno destinate ai due settori in argomento. Parole, parole, parole. Non diverso è  lo stato programmatico e organizzativo del settore culturale: il più complesso, articolato, delicato, impegnativo e stimolante cui si possa mettere mano, a patto, però, che chi la mano la mette sia sapiente, cosciente, concludente. Il settore è sterminato: include la molteplicità delle arti, la saggistica, la letteratura, la poesia che esigono rigore, professionalità e competenza indiscutibili e inattaccabili. L’esperienza fornita dalla Fondazione Molise Cultura, assoggettata alla miopia degli amministratori regionali, tolta la fase iniziale, è deprimente. Il management è fortemente condizionante e non può essere espressione di volontà e interesse politici. Che ne sarà? Né può continuare l’incomunicabilità tra la Regione e l’università del Molise. Cotugno, se ci sei batti un colpo.

Dardo

Di admin

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