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Trasporto regionale su gomma: la quiete dopo la tempesta? Le ditte molisane dovrebbero abbandonare le polemiche e, associate, mettersi in gioco per essere competitive in vista del bando pubblico regionale

Trasporto regionale su gomma: le 29 aziende in esercizio e i sindacati di categoria ( Faisa Cisal – Filt Cgil – Fit Cisl – Uiltrasporti – Ugl Autoferro) sono in aperto conflitto e la Regione Molise, che dovrebbe essere un arbitro (imparziale), fa da terzo incomodo. Il peggiore incomodo, avendo creato la situazione che a sua volta genera e giustifica il contrasto. Il paradosso è chiaro: 29 aziende, sebbene esistenti da anni sul territorio (nate quando muoversi da un paese all’altro era un’impresa), sono un’enormità in rapporto all’esiguità del bacino d’utenza e all’estensione del territorio. Il fatto è che dalla necessità di raggiungere tutti e 136 i comuni molisani, si è arrivati apertamente a una condizione clientelare. 29 imprese sono oggettivamente troppe per la realtà in cui operano. Per sopravvivere, nonostante la Regione sia tra le più generose nell’entità del rimborso chilometrico, spesso sono costrette ad esasperare il mancato rispetto dei termini contrattuali (stipendi non pagati puntualmente e la miseria di 52 centesimi di euro per ogni ora eccedente la dodicesima di lavoro: una elemosina), scaricando sul personale e sulla qualità del servizio tutte le negatività che fanno parte di un consolidato campionario di proteste e insoddisfazione da parte dei viaggiatori. La storia è lunga, viene da lontano, dalle prime concessioni poi via via aumentate fino ad arrivare alla ragguardevole cifra di 29 ditte di trasporto quante non se ne contano nemmeno nelle grandi realtà demografiche e territoriali italiane. Situazione decisamente anomala, sovradimensionata e disorganizzata (sovrapposizioni di linee di collegamento e numero esiguo di viaggiatori). Solo negli ultimi anni, di fronte all’accentuarsi dei contrasti e delle polemiche (la Regione sistematicamente carente nella programmazione e nella gestione del trasporto su gomma e su rotaia), si sta stringendo il brodo sulla ormai non più rinviabile promulgazione del bando pubblico che dovrà portare il trasporto regionale e locale su una diversa dimensione organizzativa, ovvero affidato a un unico gestore con larghezza di mezzi strumentali e finanziari. La Regione s’è detta pronta, e il bando dovrebbe essere emanato nel giro di qualche mese (se non sorgeranno  problemi). Tra il dire e il fare, si sa,  le distanze non sono facilmente colmabili. Per cui, anche avendo  preannunciato il bando, va messo in preventivo almeno un anno, dalla emanazione dello stesso  all’assegnazione del servizio. Un anno. Dovrebbe suggerire alle ditte molisane di abbandonare le polemiche, i contrasti, le ripicche in favore di una possibile quanto auspicabile soluzione che le veda associate, coerenti e concordi nel mettersi in gioco, e trasformarsi esse stesse in un soggetto unico per essere competitive nei confronti di quante altre ditte, società e consorzi vorranno aggiudicarsi il trasporto pubblico nel Molise. Altrimenti non si intravedono elementi concorrenziali tali da contrapporre ai grandi vettori che presumibilmente, forti della loro visione egemonica del trasporto pubblico,  vorranno “annettersi” anche il Molise. Il clima conflittuale di cui abbiamo parlato, la scarsa propensione della Regione a svolgere un ruolo fattivo e attivo di mediazione, i sindacati sul piede di guerra non aiutano a districare la matassa. La posta in gioco è rilevante sotto molti aspetti. Fare in modo (legittimo e legale) che siano i vettori locali a caricarsi del futuro del trasporto su gomma nel Molise, è interesse di tutti.

Dardo

Di admin

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2 commenti

  1. La verità è che se questi signori non depongono le armi e non si associano in consorzi possono presentarsi a bando società da fuori regione e/o anche estere che possono vincere l’appalto e lasciare tutti a bocca asciutta. Se fin’ora non ci avevano pensato, sarebbe bene che lo facessero per il bene loro e dei loro dipendenti. In tempi di vacche magre , meglio non farsi soffiare anche il poco lavoro che C’è.

  2. Come sia possibile l’interesse di tutti, se le maggiori società di trasporto molisano hanno una posizione di assoluto privilegio è godono di forti contributi?
    Dovrebbero cambiare radicalmente “pelle”.
    Ma sono in grado di farlo?
    L’enorme inefficienza e impreparazione accumulata negli anni, perché è questo che accade quando si gode di una rendita di posizione, rende impossibile questo compito e non più remunerativo per le imprese.

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