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Trasporto pubblico, sciopero riuscito

Sciopero degli autisti del trasporto su gomma. Indice puntato sull’assessore Niro e la Regione. “Alla base di questa decisione ribadita nel corso di una affollatissima assemblea dei lavoratori nella la sede di Campobasso del Dopolavoro Ferroviario, vi è sempre la politica regionale che per decenni in materia di trasporto locale ha sottovalutato l’importanza di garantire ai cittadini quella profonda riforma del settore in grado di determinare un sistema della mobilità efficiente, coordinato ed integrato e che contempli al tempo stesso il rispetto di regole e di diritti (anche in materia di sicurezza) per i circa 500 addetti. Nei prossimi giorni sarà annunciata un’iniziativa contro le fermate illegali che in Molise rappresentano la quasi totalità di quelle esistenti) e che soprattutto costituiscono un pericolo non solo per gli utenti, ma anche per gli stessi autisti sui quali esclusivamente ricadono responsabilità civili e penali».
Tra le altre motivazioni, vi è anche «la mancanza di una pianificazione e programmazione del settore trasporti ai sistematici ritardi e, in alcuni casi addirittura alla mancata corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti, fenomeno non più isolato e che ora riguarda sia le aziende extraurbane che urbane. Poi vi sono gli aspetti legati già richiamati relativi alla eccesiva vetustà dei mezzi in circolazione. Il tutto in una condizione di vero sfruttamento del personale che non a caso rende il Molise la regione con le condizioni normative e retributive peggiori del Paese. Appare poi paradossale che per una regione di modesta superficie e densità di popolazione quale il Molise, si stia ipotizzando il doppio lotto di gara nell’ambito del bacino unico regionale».
Infine, le organizzazioni sindacali «in veste di portatori di interesse e rispetto alle anticipazioni dello studio apprese lo scorso 5 novembre, procederanno a formulare osservazioni più esaustive e dettagliate non appena potranno disporre del relativo materiale e segnalano che a tutt’oggi non vi è traccia dello studio completo che la Regione avrebbe dovuto pubblicare nelle ore successive alla presentazione sul proprio sito istituzionale (sezione “Albo pretorio”) cosa che avrebbe dovuto consentire ai portatori d’interesse di inviare le proprie osservazioni entro cinque giorni. Del resto le quattro amministrazioni comunali nelle quali è già previsto il servizio urbano (Campobasso, Isernia, Termoli e Larino) hanno già deciso o comunque fatto intendere di organizzarsi autonomamente rigettando qualsiasi ipotesi (da noi ampiamente caldeggiata) di regionalizzazione dell’intero sistema di mobilità collettiva».

Di admin

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