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Toma, Micone, Cavaliere, Battista, Coia, i parlamentari molisani, i sindaci del Molise che non si muovono per il Parco nazionale del Matese rischiano di affossarlo

Segnaliamo questi nomi e teniamoli a mente perché, con le loro cariche politiche e amministrative sono i più diretti responsabili della sorte del Parco nazionale del Matese deliberato con legge dello Stato numero 205 il 27 dicembre 2017. I nomi che seguono, ovvero Toma, Micone, Cavaliere, Battista, Coia, i parlamentari molisani, i sindaci del  Molise, costituiscono la rete istituzionale  che deve dare attuazione alla legge appena detta. Ma se rimangono inerti, indifferenti, abulici, distratti e disinteressati, la sorte del Parco Nazionale del Matese è segnata. Contro questa ipotesi ha fortemente reagito ancora una volta la Rete dei Comitati del Molise (comitati economici, sociali, culturali di espressione popolare) e ancora una volta ha provveduto a sollecitare i predetti a muoversi e per dargli una mossa li ha forniti dei risultati di uno studio eseguito dall’Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale)  sulle valenze dell’area d’interesse per l’istituzione del Parco del Matese. Per valenze ambientali s’intende il patrimonio naturale da conservare e da valorizzare, ovvero le aree di rilevante valore naturalistico e ambientale costituite da formazioni  fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche  o gruppi di esse, al fine di perseguire la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotipi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri iconologici. Per non dire della integrazione tra uomo e ambiente naturale. Notizie che dell’area del Parco fanno una fonte inesauribile di particolarità naturali, ambientali, morfologiche, idrogeologiche, archeologiche e naturalistiche. Ebbene, se gli anzidetti fossero privi di cultura in materia (come peraltro supponiamo), dalla lettura dello studio dell’Ispra hanno la possibilità di riparare alla deficienza e di rendersi conto che mantenendo il distacco, l’abulia, i disinteresse a muoversi e ad adottare i provvedimenti tecnici e amministrativi necessari per arrivare alla definizione fisica del Parco e alla sua regolamentazione, si rendono responsabili di una grave colpa politica e amministrativa. Finora sono colpevoli di astenia amministrativa; surclassati e sopraffatti dalla componente campana  del Matese. Quella che ha difeso e sta difendendo  i crinali della Montagna dalle pale eoliche, la valle del Tammaro dall’insediamento di un impianto di compostaggio di rifiuti e, di riflesso, gli scavi archeologici di Saepinum,  e si sta dannando l’anima per smuovere le acque stagnati in cui è finita la legge istitutiva del Parco  e coinvolgere pressantemente il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Tant’è che l’11 febbraio è prevista la sua presenza  al convegno “Ente geopaleontologico di Pietraroja e Parco Nazionale del Matese” (Ricerca, Tutela, Valorizzazione: opportunità di crescita e sviluppo per il territorio).  Successivamente si recherà nei comuni di Sassinoro e di Morcone, confinanti con il Molise. Come detto, questi comuni sono interessati l’uno, da un progetto di megaimpianto di compostaggio a ridosso del fiume Tammaro; l’altro dalla istallazione di un Parco eolico invasivo sulla montagna del Matese. Ai distratti amministratori e politici molisani ancora una volta va ribadito che per  evitare la compromissione del territorio matesino, in gran parte rientrante nel Parco, le comunità e le istituzioni locali del versante campano sono mobilitate da mesi, e stanno via via adottando delibere di adesione al Parco nazionale inserendosi all’interno del processo formale già avviato dal Ministero, dalla Regione Campana ma non dalla Regione Molise. A giusta ragione, la Rete dei Comitati di tutela ambientale di Campania e Molise ritiene che la visita del ministro dell’Ambiente sia un’occasione da non sottovalutare per la comunità molisana. Lo ritiene la Rete, ma non il governo regionale;  non lo tiene la delegazione parlamentare, non lo ritengono i governi provinciali, non i governi locali i quali,  sostanzialmente,  se ne fregano. La Regione Molise tra l’altro è presa dai problemi disastrosi della politica fallimentare che ha condotto e conduce per la valorizzazione della Montagna molisana e, specificatamente, dai problemi della Campitello Matese Spa, quindi del versante matesino molisano, quindi ancora del Parco nazionale del Matese.

Dardo

Di admin

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Un Commento

  1. Ma voi ancora non lo avete capito in mano a chi stiamo?

    Come Molisani siamo destinati all’oblio ………………….

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